Zustìssia
Sommario: L'assurda storia vera del calvario toccato a Beniamino Zuncheddu, il pastore sardo condannato ingiustamente all’ergastolo e dopo trentatré anni di galera riabilitato grazie alla determinazione di un avvocato coraggioso.
2.5
“Zustìssia”, tratto dal libro Io sono innocente, racconta l’assurdo calvario toccato a Beniamino Zuncheddu, il pastore sardo condannato ingiustamente all’ergastolo per un pluriomicidio e ristretto in galera per ben trentatré anni. Un piccolo film, diretto dal cagliaritano Piras con un’apprezzabile sobrietà sul modello del cosiddetto cinema civile all’italiana e accuratamente scandito dalle musiche del cantautore Iosonouncane, che punta molto sulle ottime recitazioni dei due protagonisti evidentemente favorite dalla sceneggiatura assai efficace al di là di qualche spiegone in stile fiction generalista. In effetti sullo schermo -com’è avvenuto nella realtà- si stagliano la suprema mitezza della vittima (Ferracane) e la cocciuta e ardimentosa professionalità dell’avvocato (Riondino) che riapre il caso e dopo una logorante battaglia ripara il clamoroso errore giudiziario, mentre lo sguardo critico sulle condizioni carcerarie risponde a un intento urgente ma non urlato o compiaciuto. L’aspetto migliore riguarda la chiave non come al solito patetica, bensì sensoriale che dà vita alla sofferenza del protagonista in passaggi metaforici come quello che contrappone la maestosità delle amate e impervie montagne al claustrofobico squallore della cella, ancorché la necessità di dettagliare l’iter della revisione del processo appesantisca a tratti il ritmo e accentui la suddetta tendenza didascalica (cfr. il ruolo della pasionaria radicale accollato alla conduttrice tv Cucciari). Il film, a conti fatti, è costruito su una scelta espressiva da una parte apprezzabile e dall’altra un po’ troppo guardinga: è stato positivo fare sì che il climax drammaturgico non si lasci trasportare dalla rabbia e tenda piuttosto a sottolineare l’importanza dei valori di gentilezza, amicizia e condivisione umani, però nello stesso tempo è strano che nel contesto più opportuno sia evitata un’esplicita accusa contro l’onnipotenza autogestita di certa magistratura nazionale. Tanto più che non è passato molto tempo da quando abbiamo visto un capolavoro formale ed emozionale come il “Portobello” bellocchiano.
ZUSTÌSSIA
DRAMMATICO – ITALIA 2026
Un film di Francesco Piras. Con: Fabrizio Ferracane, Michele Riondino, Jacopo Cullin, Paola Giannini, Francesco Colella, Geppi Cucciari



