Tuner – L’accordatore
Sommario: L’accordatore di pianoforti Niki lavora per i ricchi newyorkesi in coppia con Harry, anziano signore in difficoltà a cui è molto affezionato: purtroppo, però, soffre di iperacusia, un'ipersensibilità patologica che gli causa forti dolori e lo costringe a indossare cuffie o tappi per proteggere le orecchie anche dal più lieve dei rumori. Quando il bizzarro mentore è colpito da un ictus, viene ricoverato in ospedale e ha bisogno di soldi per le spese, l’handicap gli tornerà inaspettatamente utile...
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Ecco un’opera prima non pretenziosa che si destreggia discretamente tra il thriller, la commedia romantica e il messaggio metaforico sulla forza che la creatività può trarre dalla sfortuna e dalla sofferenza. “Tuner – L’accordatore” del documentarista canadese Daniel Roher è un prodotto, in effetti, più valido e raffinato di quanto lasci pensare il suo impianto tradizionale, anche perché l’emergente Leo Woodall -star in ascesa di fortunate serie tv come “The White Lotus”- vi dà vita a un duetto accattivante ancorché sul filo della duplice gigioneria con il mitico ottantottenne Dustin Hoffman. Il protagonista incarna l’accordatore di pianoforti Niki che lavora per i ricchi e rozzi newyorkesi in coppia con Harry (Hoffman), anziano signore in difficoltà a cui si è molto affezionato: purtroppo, però, soffre di iperacusia, un’ipersensibilità patologica che gli causa forti dolori e lo costringe a indossare costantemente cuffie o tappi per proteggere le orecchie anche dal più lieve dei rumori quotidiani. Quando il bizzarro mentore è colpito da un ictus, viene ricoverato in ospedale e ha bisogno di soldi per le spese, l’handicap torna inaspettatamente utile al giovane compare: grazie all’incredibile capacità di percepire le combinazioni delle casseforti attraverso i clic degli scatti, si unirà a una banda di scassinatori trovandosi immischiato in una spirale micidiale… Il sofisticato sound design, a cui ha contribuito Johnnie Burn (“La zona d’interesse”), regala al film la sua dote migliore ossia l’universo ricco, vibrante e labirintico in cui sono immerse le emozioni e le azioni alterate di Niki: “Non è questione di udire, ma di sentire” recita al proposito una significativa battuta dei dialoghi. Nel solco del classico film di rapina -l’“heist movie” dei cinefili- “Tuner” esplora, in effetti, il concetto di armonia, o meglio, la difficoltà per ogni individuo di vivere in armonia con i propri valori, la legge, i tempi o semplicemente con i propri sentimenti; come del resto dimostra la sequenza di seduzione più sensuale vista recentemente sullo schermo ossia quella in cui Niki riconosce, una per una, tutte le note che la promettente pianista e compositrice Ruthie (Liu) sta suonando sulla sua tastiera.
TUNER – L’ACCORDATORE
THRILLER/COMMEDIA – USA/CANADA 2025
Un film di Daniel Roher. Con: Leo Woodall, Dustin Hoffman, Havana Rose Liu, Lior Raz, Tovah Feldshuh, Jean Reno



