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Pubblicato il 5 Febbraio 2024 | da Valerio Caprara

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The Holdovers

The Holdovers Valerio Caprara
soggetto e sceneggiatura
regia
interpretazioni
emozioni

Sommario: 1970. Dal liceo privato Barton, non lontano da Boston, tutti partono per le vacanze di Natale. Serve un docente che si sacrifichi a sorvegliare l’unico studente costretto a restare nell’istituto ovvero il tormentato e insolente Tully che è già stato espulso da tre scuole. L’insegnante prescelto è Hunham, odiato dagli alunni ed evitato dai colleghi perché ritenuto non a torto un misantropo sarcastico, severo e irascibile.

2.8


1970, nell’imminenza delle vacanze di Natale. Dal liceo privato per ricchi Barton, non lontano da Boston, tutti partono allegramente per raggiungere le proprie famiglie. Serve un docente che si sacrifichi a sorvegliare l’unico studente costretto a restare negli svuotati ambienti dell’istituto ovvero il tormentato e insolente Tully (Sessa) che è già stato espulso da tre scuole. L’insegnante di storia antica in questione è Hunham (Giamatti), odiato dagli alunni ed evitato dai colleghi perché ritenuto non a torto un misantropo sarcastico, severo e irascibile. C’è anche Mary (Randolph), l’umile cuoca nera che porta sulle spalle il dolore per morte del figlio in Vietnam. Tre anime in pena diversissime tra loro ma accomunate dalla condizione di “The Holdovers” (tenuti fermi, trattenuti), il titolo del film in cui il sessantaduenne regista Payne, narratore delle fragilità americane da “A proposito di Schmidt” a “Sideways” e “Nebraska”, conferma il suo talento raffinato e satirico e la sua incrollabile fedeltà al cinema della Nuova Hollywood degli anni Settanta. Le recitazioni “in sottrazione” dei tre protagonisti sono eccezionali –in particolare Giamatti monopolizza la visione con la sua presenza bonaria e inquietante allo stesso tempo- ma tutto il cast si definisce e compatta in scioltezza: infondendo nella trama, fatta salva una manciata di cliché sul rapporto docente-allievi alla “L’attimo fuggente”, componenti armoniche di malinconia esistenziale e critica sociale, il regista costruisce un microcosmo in cui ogni dettaglio contribuisce al climax in devota memoria dei cineasti come Rafelson, Bogdanovich, Ashby, Ritt, Grosbard o Penn (di cui è citato “Il piccolo grande uomo”), tutti più o meno influenzati  dal carisma segreto di J. D. Salinger e del suo capodopera “Il giovane Holden”. Si tratta, in effetti, di un modello di racconto insieme realistico e metaforico, dispiegato nell’emozione e l’immedesimazione (“Vedo molti film recenti con discorsi politici ostentati e non ho l’impressione che i loro autori siano necessariamente sinceri. È come se portassero le opinioni sulle spalle o le indossassero come una divisa”, Payne dixit): anche toccando temi come il razzismo, la guerra del Vietnam o l’inferiorità di classe, in effetti, la sceneggiatura di David Hemingson ispirata curiosamente al classico francese di Pagnol “Vacanze in collegio” (1935), rimane incentrata sull’odissea umana.

THE HOLDOVERS – LEZIONI DI VITA

COMMEDIA/DRAMMATICO – USA 2023

Un film di Alexander Payne. Con Paul Giamatti, Dominic Sessa, Da’Vine Joy Randolph, Carrie Preston, Brady Hepner, Ian Dolley

 

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