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Pubblicato il 4 Agosto 2026 | da Valerio Caprara

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Spider Man: Brand New Day

Spider Man: Brand New Day Valerio Caprara
soggetto e sceneggiatura3
regia
interpretazioni
emozioni

Sommario:

2.8


Che peccato stavolta no, non ne parleranno tutti quanti/dotti, medici e sapienti. Eppure “Spider-man: Brand New Day” è un altro kolossal americano che scende subito in campo per sfidare sul piano nazionale e internazionale l’”Odissea” e i suoi mirabolanti incassi. Inoltre, per chi è in vena di accostamenti, anche il Peter Parker alias Spider-man, personaggio evergreen dei fumetti creato dallo scrittore e sceneggiatore Stan Lee (non a caso definito l’Omero del pop), in questo quarto capitolo della saga viene modificato e adattato al gusto e la sensibilità del pubblico contemporaneo.

Costretto nel film precedente, “No Way Home”, a far sì che il mondo dimentichi il suo segreto e quindi a diventare ignoto anche al migliore amico Ned (Batalon) e soprattutto all’amore della sua vita MJ (Zendaya) per proteggerli, l’Uomo Ragno (come si chiamava un tempo in Italia) è ridotto nel prologo a scontare una solitudine opprimente. Diventato povero -status che non gli impedisce di possedere uno smartphone all’avanguardia e vivere in affitto senza avere un lavoro ufficiale-, costretto ad accollarsi tutte le piccole e grandi emergenze newyorkesi, rifocillato malamente di fast food e, come se non bastasse, afflitto da emicranie e dolori articolari, il supervigilante assomiglia a un millennial depresso come tanti altri. Quindi si trova in pessime condizioni quando gli tocca d’affrontare la minaccia della Brand New Day, una misteriosa entità telepatica in grado d’insediarsi nel cervello di chiunque e guidarne la volontà con la sola forza del pensiero.

Meno insipido di com’è recentemente apparso nel ruolo di Telemaco dell’”Odissea”, Holland recupera un po’ più di vigore per incarnare i tormenti e i rimpianti del protagonista forse perché abbinato sul set alla vera moglie Zendaya; mentre i  tocchi di genio del regista Cretton- come la telecamera piazzata all’interno della maschera oppure montata sulla spalla di Spider-Man o anche la tuta che non aderisce più alla pelle ma ne valorizza le pieghe, le ombre e le imperfezioni del corpo sovrumano mentre si libra nello spazio- si fondono con il montaggio più lineare di cui la saga abbia usufruito in live-action dai tempi della regia di Sam Raimi. Sempre grazie a questi dettagli tecnici, tra un picco dell’azione e l’altro, Cretton e il compositore Michael Giacchino creano delle sequenze romantiche molto suggestive con Peter e MJ che volteggiano insieme nel cielo sopra la metropoli. Non volendo ovviamente rivelare troppo delle malefatte dell’ultimo nemico di Spider-Man, anticipiamo solo che risulta particolarmente subdolo e letale quando mette in atto la capacità di saltare da un corpo all’altro trasformando ogni anonimo passante in un’arma impropria imprevedibile. Tra gli elementi positivi non manca la fotografia di Brett Pawlak che restaura i contrasti affrancandosi dalla computergrafica informe e desaturata che nel corso degli anni ha intorpidito il fortunato franchise del Marvel Cinematic Universe. Purtroppo, dopo i primi trenta-quaranta minuti avvincenti, quasi per obbligo di crossover aziendale, sbucano fuori altri personaggi inventati da Stan Lee come Hulk (Ruffalo) e il Punitore (Bernthal) che finiscono, però, per normalizzare il blockbuster e rendere meno originale la metafora centrale della frustrazione e l’ansia che accompagnano la crescita o meglio la “mutazione” di qualsiasi adolescente. Un film tutto sommato godibile ma non memorabile, considerando anche la durata eccessiva di 145 minuti (inclusa una sequenza post titoli di coda del tutto superflua), però in grado quantomeno di evitare la trappola del solito finale retorico e scontato.

Spider-Man: Brand New Day

Fantastico/azione/thriller – USA 2026

Un film di Destin Daniel Cretton. Con: Tom Holland, Zendaya, Sadie Sink, Jacob Batalon, Jon Bernthal, Tramell Tillman, Michael Mando, Mark Ruffalo

 

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