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Pubblicato il 16 Settembre 2022 | da Valerio Caprara

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Rumba Therapy – Love Life

Magari se si fosse trattato di terapia del rock’n roll ne avrebbero guadagnato ritmo e consistenza, ma “Rumba Therapy” in ogni caso riesce a essere una commedia gradevole e garbata. L’attore e comico francese Dubosc si era già cimentato con la regia firmando il brillante “Tutti in piedi” (ricalcato stentatamente dal nostrano “Corro da te”) e al secondo tentativo, senza coltivare velleità autoriali, conferma di sapere orchestrare con misura sceneggiatura, dialoghi e recitazioni. Nella parte del protagonista Tony, ultra cinquantenne single e solitario che fa l’autista di scuolabus in un paese dell’Oise, si ritrova per di più benissimo apportando al raccontino valori di notevole credibilità: incorso nel prologo in un brutto incidente di salute deve, infatti, fare giocoforza i conti col suo bilancio esistenziale terribilmente arido. Anche perché il cardiochirurgo che l’ha preso in cura non è un medico espansivo e compiacente, ma piuttosto un cinico e sarcastico osservatore della condizione umana interpretato –idea geniale di Dubosc- dal sommo scrittore nichilista Houellebecq. La scorrevolezza del film, l’alternanza tra le battute e le malinconie, il freno alle sdolcinatezze (deludente finale escluso), il rivolgersi a un pubblico ampio ma non amorfo si confermano nel ruolo equilibrato assegnato al tema del ballo che potendo vantare una serie infinita di utilizzi sul grande schermo (“Shall We Dance?” il più simile) sarebbe potuto facilmente scivolare nel goffo e il banale.

Love Life”, distribuito dalla benemerita Teodora Film, è l’ultimo film di un autore importante come Fukada che in Italia non ha finora goduto di notorietà extra cinefila. Si tratta di un melodramma incentrato sulla tragedia che si abbatte sulla famiglia middle class formata da Jiro, Taeko e il seienne Keita, vieppiù esacerbata dall’inopinata ricomparsa del sordomuto e degradato ex compagno di lei irreperibile da anni. All’inizio lo strazio dei protagonisti sembra congelato in un’atmosfera cupa e attonita correlata all’inesorabile fragilità dei destini umani: come se la maestria di Hitchcock si fosse fusa con quella di Ozu, il più giapponese dei grandi registi giapponesi nei cui film gli eventi abnormi acquistano un peso inferiore a quello dell’ordinario quotidiano e dei suoi minimalistici mutamenti e sviamenti. Per noi occidentali, però, “Love Life” diventa più comprensibile e anche più coinvolgente quando gli sfortunati personaggi accantonano l’accettazione del dolore composta, trattenuta e silenziosa e si lasciano andare all’esternazione dello struggimento che fatalmente li pervade. Al netto di qualche inutile divagazione e qualche dettaglio ammiccante, il film riesce a respirare (e a fare respirare lo spettatore) con i gesti e i movimenti compiuti dai personaggi che non spiattellano, bensì suggeriscono i leitmotiv del regista: l’essenza dei nuclei familiari, la solitudine del singolo, la tenacia delle donne, i sensi di colpa nel lutto e redenzione nell’amore, l’importanza dell’acqua in quanto elemento primordiale simbolo sia di nascita che di sparizione.

 

 

RUMBA THERAPY

COMMEDIA – FRANCIA 2022  

Un film di Franck Dubosc. Con Franck Dubosc, Louna Espinosa, Jean-Pierre Darroussin, Catherine Jacob, Marie-Philomène Nga, Michel Houellebecq

 

LOVE LIFE

DRAMMATICO – GIAPPONE/FRANCIA 2023  

Un film di Kôji Fukada. Con Fumino Kimura, Kento Nagayama, Tetta Shimada, Atom Sunada, Hirona Yamazaki, Misuzu Kanno

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