Recensioni

Pubblicato il 13 Giugno 2026 | da Valerio Caprara

0

Rebuilding

Rebuilding Valerio Caprara
soggetto e sceneggiatura
regia
interpretazioni
emozioni

Sommario: Avendo perso tutto in un incendio che ha devastato il Colorado, il moderno cowboy Dusty si sistema nell'accampamento di roulotte che lo stato ha messo a disposizione degli sfollati. Così il protagonista e i solidali compagni di sventura si ritrovano soli in mezzo al nulla con la speranza di potersi ricostruire una vita...

2.5


In “Rebuilding” va in scena la storia (lievemente) emozionante di un moderno cowboy che deve rifarsi una vita perché il suo ranch è andato distrutto in un incendio che ha devastato il Colorado. Avendo perso tutto ciò che possedeva, Dusty (O’Connor) si trasferisce in un surreale accampamento di roulotte incastonato tra le montagne dell’America rurale che lo stato ha messo a disposizione degli sfollati e può, così, intraprendere un percorso di rinascita descritto con toni sin troppo idilliaci: i nuovi vicini sono gentili e solidali (a cominciare dalla vecchia signora che si prende cura del cavallo, l’unico animale che gli è rimasto), la figlia ritrovata lo vede come un eroe e sua madre che vive con un altro uomo da diversi anni gli vuole sempre bene. Poiché il legame con la società è appeso a un filo, con un aiuto minimo e un riparo temporaneo dopo il disastro, queste persone si ritrovano sole in mezzo al nulla, tagliate fuori dal mondo, in attesa. Di un miracolo? Di un’opportunità? O semplicemente del giorno dopo, sperando di potere emergere dal loro torpore post-traumatico? Né veramente nomadi né veramente a casa, le anime perse però resilienti formano una curiosa “famiglia” improvvisata, come rannicchiata attorno alle poche briciole che il mondo è disposto a concedergli ed è proprio in questo contesto che il film -il cui titolo significa, appunto, ricostruzione- trova le sue scene migliori: attorno a un barbecue, durante una conversazione imbarazzante, un intoppo burocratico o una serata assurda che porta a una visione miracolosa, un segno di rinascita della vita.

Sembra a prima vista il problema di un soggetto inconsistente, ma per lo sceneggiatore e regista trentatreenne Walker-Silverman che è nato nello Stato in cui è ambientata l’esile vicenda e ha dalla sua meriti di autenticità e credibilità si tratta del suo punto di forza: tutti i personaggi, nonostante  o proprio a causa delle precarie condizioni societarie sono buoni e si sostengono a vicenda e la parte dei cattivi è affibbiata solo alle banche che si rifiutano di prestare denaro agli emarginati proletari. Non c’è conflitto. O meglio, mentre poteri occulti impartiscono ordini come gli antichi dei greci e romani, il vero conflitto si svolge per via metaforica un po’ facile contro il cambiamento climatico che minaccia il mondo intero. La regia, si sarà capito, si prende il suo tempo per esplorare il cuore profondo degli States grazie a uno stile allusivo, sfumato e volutamente rilassato, rinunciando a qualsiasi tentazione epica e ritraendo un gruppo di esseri umani sradicati che si chiedono perché i loro matrimoni non abbiano resistito alla prova del tempo o magari pensano al futuro dei figli con un misto di timore e tenerezza. Il fulcro sta, comunque, nella prova dell’inglese O’Connor, celebrity della serie “The Crown” in cui interpretava il Principe Carlo, che s’immedesima -facendo la tara del doppiaggio in cui si perde la cadenza yankee- nella testardaggine e il fatalismo del taciturno e barbuto cowboy che la sfortuna ha chiuso in sé stesso come un pugno, con una sottigliezza virtuosistica ma forse eccessiva, un po’ come se stesse sempre guardandosi recitare. Non è sbagliato, insomma, fare riferimento ai racconti di Raymond Carver e soprattutto alle atmosfere randagie di “Nomadland” di Chloé Zhao che vinse un po’ al di là dei suoi meriti il Leone d’oro a Venezia nel 2020: panorami, silenzi, surplace emotivi, ora una canzone folk a fare da contrappunto e ora qualche parola scambiata davanti a un fuoco di bivacco. Un piccolo film su un mondo remoto che sulla lunga distanza non può che dividere la platea tra commossi e annoiati.

 

REBUILDING

DRAMMATICO – USA 2025

Un film di Max Walker-Silverman. Con: Josh O’Connor, Meghann Fahy, Amy Madigan, Lily La Torre, Kali Reis, Zeilyanna Martinez

 

Condividi su
Share




I commenti sono chiusi.

Torna su ↑
  • Old Movies Project

    Old Movies Project
  • Film Commission

    Film Commission
  • Archivi

  • Facebook

  • Link amici