Nouvelle vague
Sommario: Alle soglie dei trent’anni Jean-Luc Godard è l’unico dei redattori dei “Cahiers du cinéma” a non aver ancora esordito alla regia. L’occasione gliela concede il produttore Georges de Beauregard, a patto che metta in scena una sceneggiatura di Truffaut, si avvalga della consulenza artistica di Chabrol e giri il film in tempi strettissimi: le riprese di “À bout de souffle” possono iniziare...
3
Alle soglie dei trent’anni Jean-Luc Godard (1930-2022) è l’unico degli ultracinefili e anticonformisti redattori dei “Cahiers du cinéma” a non aver ancora esordito alla regia. L’occasione gliela concede il produttore Georges de Beauregard, a patto che metta in scena una sceneggiatura di François Truffaut, si avvalga della consulenza artistica di Claude Chabrol e giri il film in tempi strettissimi: le riprese di “À bout de souffle” (“Fino all’ultimo respiro”) possono iniziare, il resto è storia e niente sarà più lo stesso.
È davvero sorprendente come in “Nouvelle Vague” Richard Linklater abbia saputo ricostruire la genesi del movimento cinematografico e le coeve atmosfere vincendo la sfida più difficile per un biopic tradizionale ovvero schivare la pedissequa imitazione o peggio l’effetto museo delle cere. Succede, così, di riconoscere in questo o quell’attore lo sguardo febbrile di Truffaut, l’espressione burbera di Raoul Coutard, il menefreghismo di Belmondo che fa boxe e imita Bogart… Ognuna delle fatidiche figure sembra mettersi in posa con la sua brava didascalia, ma subito dopo tutte si animano ed entrano in azione con vitalità, credibilità ed euforia: nel suo film di meno di due ore, girato in bianco e nero e scandito da una brillante colonna sonora jazz, il regista texano riesce a fare percepire la portata della rivoluzione che prende le mosse in quei venti e leggendari giorni di set. Anche perché, in fondo, assistiamo alla storia di una combriccola di amici parigini vitaioli spregiudicati, antiborghesi che tra grandi risate e aspri bisticci, mille sigarette e conversazioni interminabili bollano come “disgustosi” i classici ingessati del cinema dei padri, amano le ragazze e i flipper, adorano il cinema-cinema degli artigiani hollywoodiani, scrivono articoli perché sognano di passare dietro la macchina da presa e alla fine incredibilmente riescono ad affermare il loro stile essenziale, dinamico, bruciante, eversivo. Linklater cerca di non cedere al pericolo -che certo in parte resta- di allestire un esercizio di stile riservato ai cultori e riesce a proporre una commedia leggiadra e scanzonata, gremita dell’effervescenza e la ricchezza di quegli anni nonché già attraversata dai venti libertari che preannunciano i sommovimenti sociali e politici a venire; focalizzando, inoltre, uno sguardo divertito e leggermente beffardo sull’insolenza e la nonchalance di Godard ne sottolinea la inimitabile personalità, però tiene anche a sottolineare quanto conti nel cinema il lavoro di squadra dando rilievo a ciascuno di coloro che contribuirono alla realizzazione di quell’intramontabile talismano cinefilo.
NOUVELLE VAGUE
COMMEDIA/BIOGRAFICO – FRANCIA 2025
Un film di Richard Linklater. Con: Guillaume Marbeck, Zoey Deutch, Aubry Dullin, Adrien Rouyard, Antoine Besson



