La fine di Oak Street/Robin Hood – Il prezzo del sangue
“La fine di Oak Street”, che segna l’esordio nel blockbuster hollywoodiano di D. R. Mitchell, già autore dell’acclamato horror a basso costo “It Follows”, inizia con insolite tonalità vintage… L’ambientazione americana anni Ottanta, la colonna sonora che imita John Williams, un ragazzino in bicicletta, una ragazza un po’ nerd e naturalmente due genitori in crisi il cui rapporto verrà rinsaldato dalle future avversità: nei primi minuti il film è piacevolmente ricalcato sulle remote serie tv “Ai confini della realtà”, su quelle molto più recenti prodotte dalla Bad Robot di J.J. Abrams e soprattutto sui titoli di culto spielberghiani, “Jurassic Park” in primis. Proprio sulla base di questi svarianti archetipi scatta la scommessa fantaromanzesca alquanto spericolata dell’ex cineasta indipendente: trapiantare la flora e la fauna preistoriche in un quartiere suburbano misteriosamente teletrasportato 200 milioni di anni indietro nel passato. Gli interpreti si fanno apprezzare per come cercano di normalizzare il quadretto familiare prima dello scatenarsi dello showdown soprannaturale: mentre il marito (McGregor) cerca d’arrangiarsi essendo stato licenziato, la moglie (Hathaway) si rifugia nel sogno di diventare scrittrice di romanzetti autoreferenziali, la figlia (Stella) studia astronomia divorando gli amati e fortunati libri di Carl Sagan e il piccolo di casa (Convery) è innamorato di una coetanea ma deve difendersi dai soprusi dell’immancabile bullo. Il metaforico messaggio, purtroppo assai scontato, sulla perduta importanza della coesione familiare viene per fortuna sufficientemente bilanciato dai blandi inserti umoristici e dalle buone sequenze d’azione che vedono protagoniste le bestiacce preistoriche generate in digitale. Alla fine la scommessa riesce solo in parte, ma gli appassionati del genere stiano tranquilli: i dinosauri sono più numerosi e anche un po’ più tosti degli umani.
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I francesi lo chiamano “pompier”. Per capire di che genere si tratta basta sorbirsi la proiezione di “Robin Hood – Il prezzo del sangue” (qualora si resista alla prima mezz’ora che è eufemistico definire splatter). Dunque Robin Hood (Jackman), l’eroe che rubava ai ricchi per dare ai poveri da Disney a Richard Fleischer, da Michael Curtiz a Kevin Reynolds, non è stato chi pensavamo che fosse: secondo il regista e sceneggiatore Sarnoski sarebbe giunto il momento di sfatare il mito con un altro mito adattato ai diktat della cancel culture: in realtà, si fa per dire, il bandito buono della foresta di Sherwood era un mostro senza tetto né legge a suo pieno agio in un mondo medievale lurido e primordiale, truculento e desolato, scenario monocorde di brughiere tempestose popolate da maschi irsuti e assassini evocanti un po’ Thor, un po’ Zeus. Questo genere di folklore ambientato in un contesto anglo-germanico di vichinghi e cavalieri è stato già rappresentato in numerosi contesti epici (“Excalibur”, “Il gladiatore” e persino “Giovanna d’Arco” e “Dracula” di Luc Besson), ma mai, neppure nel sardonico crossover “Robin Hood: Principe degli Zombie”, con analogo piglio artefatto, compiaciuto e, appunto, pompier. Insomma non siamo stati convocati (a pagamento) in sala per divertirci, bensì per annoiarci a morte e prendere parte al rito del pentimento occidentale (“Odissea” docet). Perché stavolta, guarda un po’ che sorpresa, Robin Hood, dato per morto e accolto da una suora in un monastero, è perseguitato dal ricordo delle sue vittime e dalle vendette dei loro discendenti. La leggenda viene cancellata, lasciando spazio ai pesanti cliché contemporanei della mascolinità tossica, delle fake news, della violenza bellica e delle pseudo-riflessioni sul potere delle storie che ci ostineremmo a divulgare. Una vera via crucis sullo schermo e in sala contemporaneamente.
LA FINE DI OAK STREET
FANTASCIENZA/THRILLER – USA 2026 **
Un film di David Robert Mitchell. Con: Ewan McGregor, Anne Hathaway, Maisy Stella, Christian Convery, Jordan Alexa Davis, P.J. Byrne
ROBIN HOOD – IL PREZZO DEL SANGUE
AVVENTURA/STORICO – USA 2026 *
Un film di Michael Sarnoski. Con: Hugh Jackman, Jodie Comer, Bill Skarsgärd, Noah Jupe, Murray Bartlett, Faith Delane



