Il dio dell’amore – Lo straniero- …che Dio perdona a tutti
In sintonia col tempo pasquale si consiglia volentieri “Il Dio dell’Amore”, frammenti di un discorso amoroso che non si riferiscono al celeberrimo saggio del semiologo Roland Barthes bensì niente di meno che a Ovidio. Addirittura? Ebbene sì, il poliedrico attore, sceneggiatore e regista Francesco Lagi vede premiato il coraggio d’imperniare sul massimo poeta erotico la sua commedia di costume in forma di girotondo esistenziale e per di più gli riesce anche il più azzardato degli espedienti narrativi ovvero quello di mettere in scena un narratore (l’attore Francesco Colella) che indossa eleganti abiti moderni ma si rivolge in prima persona allo spettatore con l’eleganza e l’eloquenza del classico latino. Il magico sfondo della Capitale appare, così, connaturato, facendo in modo che le citazioni e le massime che contrappuntano i fatti si caratterizzino e riverberino rispetto al cult movie “Love Actually” a cui guarda senza complessi la bella sceneggiatura scritta dal regista insieme a Enrico Audenino. Certo lo stile colpisce perché è accurato e raffinato, ma il teorema e la sua cornice dolceamari funzionano soprattutto per merito degli attori che spiccano per vividezza e credibilità come raramente accade nelle commedie romantiche del cinema nostrano.
La potenza di “Lo straniero” è imperscrutabile quanto la psiche del suo protagonista. Chi si cela dietro l’atteggiamento (falsamente) apatico dell’uomo bianco che nell’Algeria francese d’antan non vede né il bene né il male da nessuna parte? Eppure è colui che compie un atto violento e irreversibile… In ogni caso adattare il romanzo di Camus per il grande schermo magari resta una missione impossibile, tanto è vero che Visconti mancò a suo tempo il bersaglio e anche Ozon lo manca adesso in parte. Il talentuoso e prolifico regista francese, infatti, configura ogni elemento stilistico (il bianco e nero impeccabile, la sensualità e l’erotismo dei corpi, la musica sapientemente mixata, la dissonanza delle interpretazioni…) per imporre al nostro sguardo la soggettività del suo aggiornamento. Il quale, per la verità, funziona bene nella prima parte incentrata su un Meursault (Voisin) alla Antonioni e l’habitat esotico è rappresentato come uno sfondo onirico, mentre nella seconda -in cui le lunghe fasi della galera e il tribunale cercano di denunciare la condizione dell’etnia araba oppressa dal colonialismo- il film contamina l’enigma con il realismo servendosi, però, di una messa in scena troppo algida e decorativa per riuscire a farci immergere nel vortice di un classico della letteratura che resiste a tutto. Compreso a sé stesso.
Non conosciamo il suo omonimo romanzo da cui Pif ha tratto “… che Dio perdona a tutti” ma, detto con il dovuto rispetto, ne è venuto fuori un film di rare inconcludenza e sgradevolezza. Per nulla impressionato dall’intera cineteca disponibile sul tema del sacro. dai superclassici religiosi a quelli iconoclasti o blasfemi, il regista e attore palermitano si addentra, infatti, in un’imbarazzante auto-commedia a rischio picco glicemico (a un certo punto si deve assistere alla scenetta di una caterva di sciù ingollati davanti al teleschermo) che per farcire la love story fra l’agente immobiliare Arturo e l’aspirante pasticciera Flora tira in mezzo la figura di papa Bergoglio nel segno di una sbilenca e malmostosa ammirazione (visto che Arturo ha il dubbio che l’esistenza di Dio sia “una gran minchiata”). Si capisce che a un certo punto Pif -che recita sempre come se partecipasse a uno scalcagnato varietà televisivo- vorrebbe tirare cannonate o forse cannoli contro la borghesia isolana e che il divertimento dovrebbe scaturire dalla sua performance tra il rintronato, il furbastro, l’impegnato e il qualunquista. Mah… Alla fine resta nelle orecchie solo il rimbombo dell’overdose di musica sinfonica e negli occhi l’altarino eretto alla ricotta in omaggio -che Iddio, ci creda o no, lo perdoni- al Pasolini del sublime episodio del film collettivo “Ro.Go.Pag.”
IL DIO DELL’AMORE
COMMEDIA SENTIMENTALE – ITALIA 2026 ***
Un film di Francesco Lagi. Con: Francesco Colella, Vinicio Marchioni, Isabella Ragonese, Corrado Fortuna, Benedetta Cimatti, Vanessa Scalera
LO STRANIERO
DRAMMATICO – FRANCIA 2025 **
Un film di François Ozon. Con: Benjamin Volsin, Rebecca Marder, Pierre Lottin, Denis Lavant, Swann Arlaud, Christophe Malavoy
… CHE DIO PERDONA A TUTTI
COMMEDIA – ITALIA 2026 *
Un film di Pif. Con: Pif, Giusy Buscemi, Francesco Scianna, Carlos Hipòlito, Maurizio Marchetti, Domenico Centamore



