classifiche

Pubblicato il 30 Dicembre 2023 | da Valerio Caprara

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Film migliori e peggiori del 2023

È un gioco, però meno pretestuoso del solito. A partire dall’estate di quest’anno, infatti, un pugno di titoli ambiziosi hanno riportato in sala masse di spettatori come non se ne vedevano da tempo. Ai cinefili non resta che fare gli scongiuri affinché l’exploit dei botteghini tramandato dal meme “Barbienehimer” non finisca negli annali alla voce ‘una tantum’. Per quanto riguarda l’Italia, peraltro, il desiderio s’è già esaudito grazie al trionfale exploit di “C’è ancora domani”, il film della Cortellesi che qui non entra nella lista perché rappresenta un caso imparagonabile se non nell’ottica di un’urgenza tematica sociale.

MIGLIORI. “GLI SPIRITI DELL’ISOLA”: Anni Venti, al largo della costa d’Irlanda. Tra abbondanti pinte di Guinness e sentori di bacon e porridge, il film da teatro dell’assurdo si trasforma in tragedia.  Un soggetto nero e grottesco messo in scena con stile minimalistico e calibrato sulle incarnazioni di due protagonisti votati a un oscuro conflitto che dopo un disperato ultimatum devasterà le vite di entrambi.

IO CAPITANO”: La conferma del dna artistico di Garrone, della sua vena fantastica e nel contempo iperrealista, priva di strettoie ideologiche e cavillosità sociologiche e motivata dall’innata curiosità nei riguardi delle storie della Storia. La versione personale e un po’ trasognata di un romanzo di formazione, certo ispirata dalle tragiche cronache recenti però gremita degli stessi picchi emotivi, le stesse prove fisiche e gli stessi conforti onirici attribuiti alle classiche icone letterarie di Tom Sawyer e Huckleberry Finn, David Copperfield e Oliver Twist, Martin Eden e il Giovane Holden oltre a quella di Pinocchio, il martire educativo per eccellenza. 

ANATOMIA DI UNA CADUTA”: “La finestra sul cortile” incontra “Storia di un matrimonio” in un mystery giudiziario più femminista dei tanti film femministi per furbizia che congegna l’analisi spietata di un ménage coniugale avanzando l’inquietante ipotesi che non potremo capire davvero mai nessuno tranne noi stessi.

LA COSPIRAZIONE DEL CAIRO”: Thriller formidabile che in un vortice di spionaggi, sabotaggi, delazioni e uccisioni offre la possibilità di percepire quanto sia cruciale e allarmante lo scontro in atto nel Medio Oriente tra l’autorità del potere religioso islamico e i mezzi a cui uno Stato laico può ricorrere per proteggersi dalla peste del fondamentalismo. 

MIXED BY ERRY”: Elettrizzante, estroso, spassoso, sfrontato. La temeraria concezione dell’illegalità “diversamente percepita” che sorregge le picaresche avventure dei protagonisti strepitosi, ma non beatificati rinnova il paradosso di Oscar Wilde: la natura imita l’arte (soprattutto a Napoli). 

UN COLPO DI FORTUNA”: Sotto forma d’intreccio giallo-rosa Allen riaffronta le predilette variazioni sui temi del caso e il destino e del delitto e il castigo, contrapponendo con sorniona spigliatezza l’universo vuoto e falso degli affari, il denaro e l’apparenza societaria a quello dell’arte, della poesia e dell’amore passionale.

 

PEGGIORI. “NAPOLEON”: Un imbolsito Scott con l’esorbitante rilievo dato ai bisticci della coppia Napoleone-Josephine penalizza quello che dovrebbe costituire il punto di forza del film ovvero le scene di battaglia e uno spaesato Phoenix continua sino alla fine ad annichilire il monumentale personaggio senza suscitare negli spettatori un briciolo di comprensione, adesione o ripulsa.

THE WHALE”: Il professor Charlie è un recluso volontario perché i suoi 266 chili disgustano prima di tutto sé stesso. Mix di morbosità e grottesco in formato oversize il film vuole mettere il dito nella piaga dell’isolamento e il discrimine sociale destinati ai freak e ai fragili, ma lo fa con il taglio del patetismo, il sensazionalismo, la retorica e il cinismo studiati a tavolino senza il conforto di un’autentica pietas. 

IL SOL DELL’AVVENIRE”: Strettamente riservato ai collezionisti di cine-reliquie, molti critici italiani e tutti i festival francesi, ex girotondini col codino brizzolato, iscritti ai cineforum impegnati, spregiatori delle piattaforme tv a pagamento e masochisti felici di ricevere lezioncine di bon ton etico-politico, in una parola agli ultrà con cui, si sa, non si ragiona. Peraltro il paradosso è che Moretti è già un ultrà di sé stesso.

QUANDO”: La trama non regge, il ritmo latita, le parti comiche sono deboli, quelle drammatiche incongrue e le recitazioni non aiutano. Il cinema italiano in ardua risalita non ottiene, ahinoi, conforto da questa evanescente favoletta veltroniana.

 

 

 

 

 

 

 

 

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