All Movies Magazine

Pubblicato il 19 Giugno 2021 | da Giuseppe Cozzolino

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CINEMARCORD: “Starcrash – Scontri stellari oltre la terza dimensione”(1979)

(A cura di Giuseppe Cozzolino e Andrea Coco)
Un tributo ad un “fanta-trash” italiano diventato opera di culto

 

Un’astronave appartenente alla flotta dell’Impero del Primo Cerchio dell’Universo è entrata nell’ammasso nebulare delle Stelle Proibite, quando viene attaccata da un’arma sconosciuta, che ne provoca la distruzione. Tuttavia, parte dell’equipaggio riesce a fuggire utilizzando tre moduli di salvataggio.

Uno di questi moduli viene trovato da Stella Star (Caroline Munro), una pilota spaziale fuorilegge, e dal suo amico Akton (Marjoe Gortner), un navigatore dotato di particolari poteri psichici, i quali, prima che possano capire cosa accade, vengono catturati dalla polizia imperiale e condannati ai lavori forzati.

La loro prigiona tuttavia dura poco poiché l’Imperatore (Christopher Plummer) vuole affidargli una missione molto delicata: scoprire il rifugio del conte Zarth Arn (Joe Spinell), leader della lega dei Mondi Oscuri, che vuole conquistare l’impero, e ritrovare gli altri due moduli di salvataggio. Perché il comandante dell’astronave distrutta è suo figlio Raima (David Hasselhoff), che potrebbe essersi messo in salvo a bordo di uno dei moduli, o trovarsi tra i resti dell’astronave precipitata su un pianeta ghiacciato.

Stella Star e Akton, assieme al robot Elle (Judd Hamilton) e al Capo della polizia, Thor (Robert Tessier), partono così alla ricerca dei due moduli, arrivando prima su un mondo abitato da amazzoni, la cui regina (Nadia Cassini) è alleata del conte Zarth, poi sul pianeta ricoperto di ghiaccio e, infine, su un terzo corpo celeste popolato da selvaggi quanto ostili trogloditi.

Girato da Luigi Cozzi con lo pseudonimo di Lewis Coates, “Starcrash”, è un film di fantascienza, uscito nel 1978, che venne accolto in un primo tempo con giudizi abbastanza ironici – fu definito un “fantatrash”- ma che, con il passare del tempo, è stato rivalutato da parte della critica e ha saputo conquistarsi un suo pubblico di appassionati. Ricordato anche per la colonna sonora composta da John Barry, la pellicola venne considerata una risposta italiana a Guerre Stellari, nonostante Cozzi abbia a suo tempo dichiarato che la progettazione visuale e il copione fossero state avviati prima dell’uscita del kolossal di Lucas. E nonostante il via libera per la realizzazione del film fosse arrivato già nel maggio 1977 in occasione del Festival di Cannes.

A parte le similitudini con la celebre saga, il lungometraggio fa propri una serie di elementi già presenti in altre celebri opere come Flash Gordon, Barbarella e Star Trek, senza condividerne il budget superiore. Limite in realtà comune a molte produzioni di genere del cinema italiano. E che con il passare del tempo è diventato il suo punto di forza.

Astronavi, costumi e scenografie a dir poco kitch, che però hanno acquisito con il passare del tempo un loro fascino “retrò” e “camp”. Sul fronte della sceneggiatura e della recitazione, la storia regge e si rivela ben articolata con buoni colpi di scena (forse i dialoghi avrebbero richiesto una maggior limatura). Sui vari protagonisti svettano ovviamente Christopher Plummer, ben calato nella parte dell’imperatore, e la bond girl Caroline Munro, dotata di una presenza scenica tale da lasciare tutto il cast in secondo piano.

Va inoltre considerato il fattore esterno chiamato Star Wars, kolossal che ha sancito un prima e un dopo nel modo di intendere il cinema di fantascienza. La sua apparizione sul grande schermo ha fatto invecchiare di colpo buona parte dei film fino ad allora realizzati. Non è solo una questione di budget, ma di storie, battute, costumi, scenografie. Tutto.

Starcrash rappresenta però la summa, nel bene e nel male, della fantascienza cinematografica degli anni Sessanta e Settanta. Una sorta di piacevolissima Arca di Noè di quanto ha saputo fare il cinema di genere in quel periodo. Rivedere questo film è come riscoprire le ingenue aspettative sul nostro futuro, connesse al nostro desiderio di evasione ed avventura.

 

Titolo: Starcrash – Scontri stellari oltre la terza dimensione

Regia: Luigi Cozzi (come Lewis Coates)

Fotografia: Paul Beeson, Roberto D’Ettorre Piazzoli

Musiche: John Barry

Sceneggiatura: Luigi Cozzi (come Lewis Coates), Nat Wachsberger

Casa di produzione: Wachsberger Productions

Fantascienza, Italia, Stati Uniti d’America, 1979 (94 min.)

Con: Caroline Munro, Marjoe Gortner, Christopher Plummer, Joe Spinell, David Hasselhoff, Judd Hamilton, Robert Tessier, Nadia Cassini.

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