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Pubblicato il 24 Ottobre 2016 | da Valerio Caprara

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American Pastoral

American Pastoral Valerio Caprara
soggetto
sceneggiatura
regia
interpretazioni
emozioni

Sommario:

2.8


Con “American Pastoral” l’eterno e alterno intreccio conflittuale tra opera letteraria e relativa trasposizione cinematografica segna un altro episodio importante, ma purtroppo negativo per la seconda componente. Il disappunto non è di routine o ininfluente, però, perché Ewan McGregor ne ha fatto il trampolino di lancio per il primo passaggio dall’altra parte della macchina da presa e se il suo coraggio merita l’onore delle armi, la grandiosità dell’originale non permette al film di rendersi memorabile. Limitandosi a leggere i lanci promozionali sembra, in effetti, che il romanzo vincitore del Pulitzer per la narrativa nel ’98 abbia proposto all’ottimo attore una sfida alquanto semplice, in quanto la sua complessa, lacerata e poetica architettura avrebbe avuto già in partenza l’obiettivo ultimo o, peggio ancora, unico la denuncia del tramonto del cosiddetto sogno americano. Non si può dire, certo, che questo film patinato e professionale si tramandi così miseramente; eppure l’enorme sforzo di restituire almeno in parte la profonditá concettuale e affabulatrice di Philip Roth, uno dei massimi scrittori della nostra epoca (non a caso pervicacemente ignorato dal Nobel), non riesce a superare i limiti di una correttezza intimidita e di una ricostruzione storico-ambientale diligente. Lo stesso neoregista recita nel ruolo cruciale del film, il personaggio soprannominato “lo Svedese”, il biondo e atletico eroe di un ‘idillica cittadina statunitense di provincia che rappresenta la benestante normalitá del dopoguerra: tutto va a gonfie vele per questo Big Jim avanti lettera, proprietario di un’antica e accreditata fabbrica di guanti, sposato con una ex miss, ossequiato da tutti e padre di una figlioletta, la cui balbuzie sembra segnalare solo una trascurabile incrinatura.

Interpretata dignitosamente da Dakota Fanning, la deliziosa Merry si trasformerá, sfortunatamente per lo Svedese, in una erinni distruttrice, icona della più estremistica ribellione giovanile degli anni Sessanta nonchè spaventosa antitesi dei valori non solo societari, ma anche psicologici della nazione. Il romanzo disegnato da Roth come su un prezioso murales di parole ha un valore simbolico estremo perchè si spinge in un territorio di sofferenza che parla della fatalità e della vulnerabilità della Storia e della storia di ogni essere umano. Il film di McGregor, invece, si limita a battere il tasto del cittadino medio inebetito dalla fiducia cieca nel sistema e dalla sua incapacità di comprendere chiunque metta in discussione le sue stolide certezze. Non ci saremmo stupiti, insomma, che questa decalcomania depurata dalle sfumature fino a diventare vagamente patetica avesse escogitato di aggiornare il romanzo mandando lo Svedese a votare per Trump.

AMERICAN PASTORAL

Regia: Ewan McGregor

Con : Ewan McGregor, Jennifer Connelly, Dakota Fanning

Drammatico. Usa 2016

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