Dio ride
Sommario: Nel centro dell'Italia seicentesca un buzzurro francescano ha il dono della comicità e di un modo pittoresco di divulgare il Vangelo ai poveracci. Naturalmente i potenti locali e i religiosi allineati l’osteggiano temendo l'ascesa di un sobillatore eretico...
2.5
È un film che si fa vedere “Dio ride” perché, in controtendenza alla tendenza micragnosa del cinema italiano, offre al pubblico ricche scenografie, ritmi brillanti, riprese d’ampio respiro, costumi accurati e dialoghi ben scritti affidati a bravi attori che li rendono credibili. Peccato che la sceneggiatura, firmata dallo stesso regista Giovanni Veronesi insieme a cinque-collaboratori-cinque (!), manchi di soluzioni forti e sorprendenti. Sulla strada aperta da una sublime commedia all’(anti)italiana come “Brancaleone” qui ci s’immerge, infatti, in un passato in cui le basiche passioni umane s’aggrovigliano su grandiosi quanto foschi scenari con lo spassoso contrappunto di coloriti eloqui maccheronici: sfuggito al massacro dei confratelli di un seicentesco convento umbro contaminato dalla peste e pertanto messo a ferro e fuoco dai monatti, il frate Leopoldo da Casamacchia (Favino) è costretto a chiedere asilo in un altro e più tranquillo convento oltre il confine. Il fulcro del film sta nella simpatia che ispira il personaggio, un buzzurro francescano che ha il dono della comicità e in particolare di un modo pittoresco e ridanciano di divulgare il Vangelo ai poveracci. Naturalmente quest’ultimi accorrono in massa ai suoi sproloqui, naturalmente una linda contessina (Noce) lo prende in simpatia per consolarsi del marito bullo e naturalmente i potenti locali e i religiosi allineati l’osteggiano temendo l’ascesa di un sobillatore eretico. Arriverà allora su ordine del Papa (ultima apparizione del mattatore teatrale Cecchi) lo scettico e scaltrito cardinale Maculani (Orlando) incaricato di stroncare la presunta minaccia… Persuade, a conti fatti, la sacrosanta difesa della leggerezza nell’arte e nella fede con l’annesso riferimento a una famosa uscita di Papa Bergoglio (all’incirca: certo che si può ridere di Dio, proprio come si gioca e ride con le persone amate); però, purtroppo, il succo dell’apologo è di una scontatezza e una correttezza trendy deludenti. La Chiesa tutta inquisizione e privilegi, ‘o popolo ‘e na volta gente semplice e felice, i signorotti sovranisti, il maschio patriarca stupratore, la donna e il sorriso del su’ bimbo unica speranza di futuro: ma non sarà un po’ troppo?
DIO RIDE
COMMEDIA/DRAMMATICO – ITALIA 2026
Un film di Giovanni Veronesi. Con: Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando, Carlo Cecchi, Alma Noce, Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi



