Maigret, l’amore e la morte
Sommario: Un ambasciatore in pensione d’alto rango viene trovato dalla governante assassinato nel suo studio. Appena iniziati con la dovuta discrezione i sopralluoghi, Maigret scopre in un armadio centinaia di lettere d'amore, testimonianza della relazione intrattenuta dal defunto con una principessa, il cui consorte è morto anch’esso due giorni prima…
2.3
Quattro anni dopo il bellissimo Maigret di Leconte con Depardieu protagonista, Pascal Bonitzer con “Maigret, l’amore e la morte” porta sullo schermo un altro dei 75 romanzi dedicati da Simenon all’iconico commissario (“Maigret et les vieillards”, ultima ediz. italiana “Maigret e i vecchi signori”). Diciamo subito che si tratta di un film elegantissimo ma sin troppo freddo, ellittico e felpato; anche se, ricordando che lo scrittore belga è maestro nel cesellare frasi e descrizioni la cui neutralità formale è contraddetta dall’importanza e la precisione dei minimi dettagli e delle atmosfere impalpabili, quest’ennesima trasposizione risponde a un criterio motivato: quello di una struttura essenziale di appena un’ora e venti di durata in cui i dialoghi sono gli unici muscoli di un’azione tenuta sottotraccia.
Un ambasciatore in pensione d’alto rango, Monsieur Berthier-Lagès, viene trovato dalla governante assassinato nel suo studio e il commissario viene convocato d’urgenza al Quai d’Orsay, dove viene informato che l’omicidio non è legato a questioni di stato ma potrebbe comportare spiacevoli implicazioni personali. Appena iniziati con la dovuta discrezione i sopralluoghi, Maigret scopre in un armadio centinaia di lettere d’amore accuratamente conservate, testimonianza della relazione appassionata ma irrealizzata intrattenuta dal defunto con la principessa de Vuynes, il cui augusto consorte per una strana coincidenza è morto anch’esso due giorni prima… Gli elementi di novità sono alquanto rilevanti -la scelta di un’indagine atipica per Maigret perché ambientata nei contesti dell’aristocrazia parigina, lo spostamento della trama dagli anni 50 ai giorni nostri e la scelta di Podalydès per il ruolo del protagonista- eppure il film, conferendo a scenografie, costumi, luci, colori un tocco allo stesso tempo anticato e moderno, colloca l’indagine in un tempo sospeso, un mondo di fantasmi sprofondato di colpo in una realtà sconosciuta e ostile. In quanto a Maigret, siamo lontani dai mitici Michel Simon, Charles Laughton, Jean Gabin, Gino Cervi e anche Depardieu, però Podalydès, basso, calvo e dotato di un aspetto anonimo, può riprodurre agevolmente il temperamento brusco, taciturno e diffidente del celebre detective psicologo e umanista. Inoltre, pur essendo molto tradizionale nella regia, il film ha il merito di dare spazio agli ottimi interpreti dei ruoli grandi e piccoli che danno vita a una gustosa e sfaccettata galleria di personaggi.
MAIGRET, L’AMORE E LA MORTE
GIALLO – FRANCIA/BELGIO 2026
Un film di Pascal Bonitzer. Con: Denis Podalydés, Dominique Reymond, Anne Alvaro, Irène Jacob, Micha Lescot, Julia Faure



