Minotaur – Nel labirinto del potere
Sommario: Russia 2022. Insospettito dai comportamenti della moglie, il ricco imprenditore Gleb incarica un vigilante della sua azienda d'investigare, ma nelle more il sindaco gli ordina di contribuire alla mobilitazione per l’avvio dell'”operazione speciale” contro l’Ucraina. Ben presto il piccolo oligarca pensa di sfruttare il drammatico contesto per architettare un piano criminale…
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Libero ma pertinente rifacimento del giallo “Stéphane, una moglie infedele” di Chabrol, “Minotaur” del sessantaduenne regista russo Zvyagintsev, attualmente esule a Parigi, riesce a mantenere intatta la suspense erotica del cult movie originario innervandola sottilmente con un potente atto d’accusa contro i ceti nazionali asserviti per interesse e quieto vivere al dispotismo di Putin. Il film, vincitore del Grand Prix all’ultimo Festival di Cannes e scelto per rappresentare la Francia agli Oscar, è ambientato nel 2022 in una cittadina di provincia: insospettito dai comportamenti sfuggenti della moglie Galina (Lebedeva), il ricco imprenditore Gleb (Mazurov) incarica un vigilante della sua azienda di pedinarla, ma nelle more viene convocato dal sindaco perché deve eseguire gli ordini inerenti all’avvio della cosiddetta ”operazione speciale” contro l’Ucraina. Divorato dall’umiliazione e dalla rabbia per l’adulterio di cui viene a conoscenza, il piccolo oligarca -moderno Minotauro rinchiuso nel labirinto dei privilegi ottenuti grazie alla complicità col potere politico locale- sfrutta il drammatico contesto della mobilitazione per ordire un ardito piano criminale… La nuova versione della trama, a suo tempo ripresa anche dall’hollywoodiano “L’amore infedele-Unfaithful” con Richard Gere e Diane Lane, fa in modo, così, che si mettano in scena due collassi paralleli, quello occultato tra le mura domestiche di una coppia e quello di un paese afflitto da sofferenze che è vietato divulgare. Grazie a una messa in scena di tersa eleganza e assoluta padronanza degli spazi – con i movimenti della macchina da presa fluidi e controllati e la fotografia che plasma atmosfere torbide e malsane- il regista di “Il ritorno” e “Leviathan” scava con la meticolosità di un entomologo nel cuore di tenebra di un paese che obbliga i suoi giovani a sacrificarsi sul fronte di una guerra d’invasione spacciata per atto di difesa antifascista. Al netto di qualche lungaggine nella parte iniziale e qualche didascalismo di troppo, le dinamiche fisiche e psicologiche del film hanno la stessa profondità e severità delle tragedie greche, tanto da scongiurare il minimo accenno al solito finale edificante, accomodante o moralistico.
MINOTAUR – NEL LABIRINTO DEL POTERE
NOIR/DRAMMATICO – FRANCIA/LETTONIA/GERMANIA 2026
Un film di Andrey Zvyagintsev. Con: Dmitriy Mazurov, Iris Lebedeva, Boris Krudin, Varvara Shmykova, Yuriy Zavalnyouk, Vladimir Friedman



