Recensioni

Pubblicato il 29 novembre 2018 | da Valerio Caprara

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Un giorno all’improvviso

Un giorno all’improvviso Valerio Caprara
soggetto e sceneggiaturaura
regia
interpretazioni
emozioni

Sommario: Periferia vesuviana, oggi. Un ragazzo diciassettenne, calciatore di belle speranze, è amorevolmente accudito dalla madre single mentalmente instabile, ma in realtà è lui che si batte per salvarla da un destino segnato dalla condizione di disadattata ed emarginata.

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Un giocatore tosto come Kolarov ha recentemente dichiarato che il tifoso di calcio spesso non ne capisce niente. Sembrerebbe un handicap anche dei registi perché nella storia del cinema i film che abbiano saputo cogliere la composita alchimia dello sport più popolare si contano sulle dita di una mano: ottima ragione per rendere omaggio a Ciro D’Emilio che in “Un giorno all’improvviso” riesce brillantemente a rendere credibili anche a occhi esperti ed esigenti il contrappunto fisico delle performance dei giocatori e le varianti dinamiche tracciate sul campo dalle azioni. A partire dall’esile ma non banale sceneggiatura scritta con Cosimo Calamini, l’opera prima del trentaduenne pompeiano si gioca bene il jolly di una prova davvero fuori dal comune della Foglietta, attrice e donna bella e brava, ma spesso secondo noi impigliata in ruoli rigidi o ripetitivi che ne ostacolano gli scatti in alto ampiamente alla sua portata. Qui sorregge con intensità a tratti travolgente il ruolo della madre alla deriva del diciassettenne calciatore di belle speranze Antonio (De Concilio, anch’esso esordiente e meritevole), tanto premurosa nei suoi confronti quanto mentalmente devastata ed emotivamente irresponsabile nei rapporti con la comunità vesuviana in cui vive e con il brutale padre del ragazzo da cui è stata abbandonata. Un provino per il Parma sembra premiare la resistenza di Antonio al duplice destino da emarginati, ma l’iniziazione comporterà penose umiliazioni e destabilizzanti catarsi. D’Emilio non ricorre ai soliti ricatti sociologici né ai facili simbolismi altisonanti restando incollato coraggiosamente al proprio tratto compositivo asciutto e lineare e proponendo al pubblico come cauzione di una crescita alquanto assicurata un film in grado di coniugare il naturalismo alla Ken Loach con accenti sensuali e introversi moraviani e morantiani.

UN GIORNO ALL’IMPROVVISO

Drammatico – ITALIA 2018

Regia di Ciro D’Emilio. Con: Anna Foglietta, Giampiero De Concilio, Massimo De Matteo, Lorenzo Sarcinelli

 

 

 

 

 

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  • Francesco D’Arcangeli

    Non ho visto il film ma concordo su quanto scritto sulla Foglietta, anche secondo me spesso male sfruttata,

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