Recensioni

Pubblicato il 8 dicembre 2017 | da Valerio Caprara

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Suburbicon

Suburbicon Valerio Caprara
soggetto e sceneggiatura 3
regia
interpretazioni
emozioni

Sommario: In una cittadina americana di provincia degli anni Cinquanta, un losco traffichino ordisce un catastrofico piano criminale. Intanto i reazionari cittadini bianchi scatenano senza ragioni un apocalittico pogrom razzista.

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Ahi, che brutto film hai fatto caro George. Forse doveva metterlo sull’avviso il fatto che la sceneggiatura di “Suburbicon” fosse rimasta trent’anni in un cassetto dei fratelli Coen, forse doveva immaginare che l’accoppiamento di due diverse trame in un solo film non basta per renderlo valido, forse non s’è accorto di non avere la personalità d’autore sufficiente per reggere il peso di una valanga di stereotipi e un tourbillon di personaggi (dal padre di famiglia finto-modello al detective privato corrotto e i criminali paranoici) trattati meglio in tutti i titoli affini precedenti. Fatto sta che il sanguinario complotto noir incrociato senza garbo con l’esplosione di razzismo nazistoide in una delle solite cittadine californiane degli anni 50 s’impantana in un ritmo a singhiozzo, recitazioni (ad esclusione della Moore) mediocrissime e una reboante denuncia civile che rischia l’autogol da overdose.

SUBURBICON

Regia: George Clooney

Con: Matt Damon, Julianne Moore, Oscar Isaac

Genere: noir grottesco. Usa 2017

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