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Pubblicato il 1 giugno 2019 | da Valerio Caprara

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Selfie

Selfie Valerio Caprara
soggetto e sceneggiatura
regia
interpretazioni
emozioni

Sommario: Originale esperimento di docufiction ideato e realizzato dallo specialista Ferrente che, partito dall'intento di rievocare l'assurda morte del giovane e innocente Davide Bifulco ucciso per errore da un carabiniere, ha convinto due adolescenti dello stesso rione "difficile" a filmarsi e raccontarsi col proprio smartphone.

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Per fortuna, a proposito di Napoli e della sua rappresentazione, ogni tanto le dispute sui principi sono ammortizzate dalla diversificazione dei punti di vista. L’esempio positivo arriva da un ottimo documentarista come Ferrente (“Le cose belle”) che riesce con “Selfie” a comporre uno spaccato di uno dei quartieri disagiati e difficili della città né convenzionale né strumentale né didascalico. Prendendo spunto dall’assurda morte nel 2014 di Davide Bifulco, ucciso da un carabiniere in frangenti alquanto oscuri, Ferrente ha, infatti, convinto tre anni dopo due adolescenti del Rione Traiano a riprendersi e in qualche modo a raccontarsi con lo smartphone facendo in modo, così, che la loro dimessa e precaria quotidianità dal futuro assai incerto venga percepita, ma non bloccata grazie a un triplice sguardo creativo: quello spontaneo e personale, quello dell’apparecchio con cui si riprendono e quello dell’autore a cui tocca il compito finale di riallineare nella giusta distanza l’eccesso voluto di autorappresentazione. Un incastro di rifrazioni mai totalmente in ostaggio dei dati sociologici e ambientali (delegati all’impersonalità delle telecamere di sicurezza) che modifica la normale traiettoria dei giudizi degli spettatori sulle psicologie, i sentimenti, le convinzioni e le aspirazioni dei protagonisti Alessandro e Pietro e di alcuni coetanei del purgatorio proletario. L’audace complessità dell’operazione –diversissima da altre similari, ma soprattutto dalla buona e cattiva fiction sull’emergenza criminale in Campania- convince e commuove proprio grazie alla scelta, perfettamente in linea con i poteri del linguaggio cinematografico, che le rimproverano i puri & duri e cioè quella di avere messo le contraddizioni oggettive, i dettagli bifronti e la suspense emotiva al posto dell’adesione alle tavole di una legge ideologica preconfezionata.

SELFIE

DOCUMENTARIO, ITALIA/FRANCIA 2019

Regia di Agostino Ferrente. Con: Alessandro Antonelli, Pietro Orlando

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