Recensioni

Pubblicato il 26 gennaio 2019 | da Valerio Caprara

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Se la strada potesse parlare

Se la strada potesse parlare Valerio Caprara
soggetto e sceneggiatura
regia
interpretazioni
emozioni

Sommario: La diciannovenne Tish si scopre incinta del fidanzato Fonny come lei residente nella ghettizzata Harlem degli anni Settanta. Quando quest’ultimo viene incarcerato perché riconosciuto colpevole di uno stupro che non ha commesso a causa della testimonianza menzognera di un bieco poliziotto bianco, la protagonista riceve la solidarietà incondizionata della famiglia e soprattutto della madre che tenterà di smascherare in prima persona l’intrigo razzista che ha devastato la purezza dell’amore tra i ragazzi.

2.5


In “Se la strada potesse parlare” la diciannovenne Tish si scopre incinta del fidanzato Fonny come lei residente nella ghettizzata Harlem degli anni Settanta. Quando quest’ultimo viene incarcerato perché riconosciuto colpevole di uno stupro che non ha commesso grazie alla testimonianza menzognera di un poliziotto bianco, la protagonista riceve la solidarietà incondizionata della famiglia e soprattutto della madre (l’impetuosa King) che, al di là dei pregevoli sforzi di avvocati dalla mentalità aperta e professionale, tenterà di sciogliere in prima persona con incredibile audacia l’intrigo razzista che ha devastato la purezza e la dedizione dell’amore tra i ragazzi. Tratto da uno dei romanzi del paladino della causa afroamericana James Baldwin e diretto dall’impegnato Jenkins già vincitore di tre Oscar con “Moonlight”, il film ribadisce l’approccio romantico e il vigore pacato di uno stile registico alquanto diverso da quello urlato e politicizzato di Spike Lee, distinguendosi per l’abile compiutezza dell’andirivieni tra presente  passato. Certo disturba la quota di manicheismo a tesi –specie quando entra in scena il bastardissimo sbirro bianco- e alcuni passaggi, come quello del dialogo tra Fonny e l’amico reduce di galera, risultano noiosi e stiracchiati; però la capacità di lavorare sui primi piani e il montaggio alternato e la pudicizia non bacchettona con cui sono filmate le scene di sesso giustificano un po’ le numerose nomination ricevute nel contesto del progetto d’imbalsamazione buonista che sta sempre di più caratterizzando la cerimonia degli Oscar.

SE LA STRADA POTESSE PARLARE

Drammatico, USA 2018

Regia di Barry Jenkins. Con: Kiki Layne, Stephan James, Regina King, Colman Domingo

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