Recensioni

Pubblicato il 24 marzo 2019 | da Valerio Caprara

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Ricordi?

Ricordi? Valerio Caprara
soggetto e sceneggiatura
regia
interpretazioni
emozioni

Sommario:

2.8


Nove anni dopo la sottile e struggente opera prima “Dieci inverni” (il romanzo, ma soprattutto il film), il quarantenne Mieli torna a farsi riconoscere con “Ricordi?” che, all’esatto contrario delle consuetudini autoriali nostrane, utilizza un traliccio essenziale e universale per poi volare alto e rischiare molto con le arditezze dello stile e del linguaggio. La cronaca di un amore apparentemente “normale” (ma nessuna autentica passione può esserlo) si sviluppa, infatti, nel continuo alternarsi dei punti di vista della coppia dei protagonisti: senza scantonare troppo in un citazionismo superfluo, potremmo collegare le spirali visionarie che nel film prendono il posto di una narrazione ordinata ed esplicita ai procedimenti proustiani mirati a evidenziare la differenza tra memoria volontaria e memoria involontaria, a quelli del flusso di coscienza di Joyce che si esprime in una serie di libere associazioni oppure a quelli di Pirandello che non considera la coscienza umana come un’essenza solidificata, bensì come un aggregato di molteplici e contradditorie personalità in conflitto tra loro. C’è il pericolo, obiettivamente, che Mieli finisca per iscriverci a un corso di storia del cinema su Tarkovskij o Malick, ma secondo noi gli sconfinamenti nella stucchevolezza sono tenuti a bada dalla sincerità, l’eleganza e il trasporto con cui l’affiorare dei ricordi s’amalgama con la fotografia di Daria D’Antonio e il montaggio di Desideria Rayner.

Sempre, s’intende, che chi paga il biglietto sia disposto a impegnarsi in un gioco di ellissi, pause e iterazioni, un transfert poetico, un’immersione in quel di tipo di esperienze e/o conoscenze che prescindono dai riferimenti e i confronti con la cronaca e con la storia. Non a caso poco o nulla si sa e si precisa dell’iniziale ritorno di un lui e una lei sprovvisti di nomi propri nell’isola dove tempo addietro s’incontrarono e innamorarono: un docente universitario inquieto e tormentato e una professoressa di liceo un po’ disinvolta e un po’ irresoluta, interpretati con grande finezza da Marinelli e la Caridi, che sembravano destinati alla felicità e invece hanno visto sgretolarsi ciò che al di là delle epoche, le mode e le contingenze rappresenta il crocevia di ogni giovinezza. A causa delle imprevedibili alchimie create dai rispettivi percorsi esistenziali, la nostalgia si converte in dubbio, le tendenze caratteriali si capovolgono, passato, presente e futuro si ritrovano in uno stand by che il film, compiendo un’altra scelta insolita e temeraria, non ha alcuna voglia di sbloccare quando arriva il finale: la coppia, in effetti, non non vuole né può suggellare chiaramente la scarna essenza dei fatti, mentre Mieli distilla finanche dagli angoli, i bordi, i pori dello schermo i frammenti di un discorso amoroso che restano enigmatici per lui stesso e per gli spettatori in sala.

RICORDI?

SENTIMENTALE – ITALIA/FRANCIA 2018    

Regia di Valerio Mieli. Con: Luca Marinelli, Linda Caridi, Giovanni Anzaldo, Camilla Diana

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