Recensioni

Pubblicato il 20 marzo 2020 | da Valerio Caprara

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RaiUno contro piattaforme streaming – La fiction ai tempi del Coronavirus

Già in passato gratificate dagli eccezionali risultati degli indici d’ascolto, le fiction delle tv generaliste e in particolare quelle in onda sulla rete ammiraglia della Rai stanno dilatando l’audience contribuendo a rendere meno vuote o disperanti le ore di forzata reclusione tra le mura domestiche dell’intero paese. Contemporaneamente le piattaforme streaming per abbonati, sempre più diffuse e competitive, non segnano certo il passo e accanto all’incessante riprogrammazione dei rispettivi e amplissimi listini, quasi ogni settimana mettono a disposizione degli utenti nuovi film e nuove serie.

A cominciare dal terzo e quarto episodio di “Bella da morire” (domenica alle 21,15 su RaiUno), serie in quattro serate che ha esordito la settimana scorsa ottenendo ottimi ascolti e accreditandosi come antesignana di una decisa evoluzione in meglio del genere “per famiglie”. Diretta da un valente regista come Andrea Molaioli, non a caso regista della fortunata opera prima “La ragazza del lago”, la trama è costruita sulla figura dell’ispettrice di polizia interpretata da Cristiana Capotondi con caratteristiche grintose, ambigue, misteriose oltre che sprezzanti nei confronti del prossimo, specialmente quello maschile. Trasferitasi nel paesino natale per stare vicina alla sorella problematica e subito impegnata nelle indagini sulla scomparsa della più bella e amata ragazza locale, la protagonista promette di calarsi ancora di più nelle atmosfere visivamente e psicologicamente molto accurate con cui Molaioli ha personalizzato il tocco noir della sceneggiatura firmato Gravino-Gressi-Serino svincolandosi, per quanto possibile, dalla programmatica componente didascalica connessa alle tematiche della violenza sulle donne e il femminicidio.

Accendiamo idealmente il cero dei cinefili, invece, nell’attesa di “La concessione del telefono” (lunedì, ore 21,25 su RaiUno), trasposizione di un primissimo Camilleri extra Montalbano. Lo scriviamo senza acredine perché è impossibile non comprendere e rispettare l’affetto infinito che i telespettatori hanno continuato a riversare sulle (cosiddette) avventure del commissario in occasione dell’appena conclusa messa in onda del nuovo dittico televisivo “Salvo amato… Livia mia” e “La rete di proiezione”. Però, francamente, entrambe le appendici della saga (la seconda diretta dallo stesso Luca Zingaretti a causa della scomparsa dello storico regista Alberto Sironi) sono apparse storielle senza suspense, assemblate in maniera confusionaria e recitate nella maggior parte dei casi a livelli non degni dei volenterosi attori chiamati a farcire i tormentoni umoristico-dialettali, le divagazioni turistiche e culinarie (piacevolissime, s‘intende), i cammei femminili quasi sempre forzati e gli implausibili salti della trama ereditati dall’ultima e per forza di cose declinante produzione dello scrittore siciliano.

Di tutt’altro livello appare peraltro “Ultras” (disponibile da oggi sul catalogo Netflix), l’esordio cinematografico del maestro del videoclip italiano Francesco Lettieri che è riuscito a farvi confluire la prorompente forza di un’estetica sviluppata in simbiosi con il mitico Liberato, autore delle musiche del film. Accolta da qualche polemica in occasione della preview nelle sale (ma per giudicarlo obiettivamente non sarebbe, secondo noi, opportuno essere tifosi accaniti di qualsiasi squadra), la tragica discesa agli inferi di Sandro, vecchio leader di un gruppo di ultras del Napoli incalzato dalla generazione pronta a sostituirlo e indebolito dalla love story con la burrascosa Terry, trova nel cast capeggiato dai superbi antieroi protagonisti Aniello Arena e Antonia Truppo, nella stupenda fotografia di Gianluca Palma, nel setting naturale e nella tecnica mista di zoom, macchina a mano e pianisequenza la spinta decisiva per fare affiancare il film alla linea asciutta, epica e priva di sconti sociologici o moralistici dei fratelli D’Innocenzo (“La terra dell’abbastanza”, “Favolacce”) e il Giovannesi di “La paranza dei bambini”.

BELLA DA MORIRE

THRILLER   ***

Regia di Andrea Molaioli. Con Cristiana Capotondi, Matteo Martari, Lucrezia Lante della Rovere, Margherita Laterza

SALVO AMATO… LIVIA MIA – LA RETE DI PROTEZIONE

GIALLO *

Regia di Alberto Sironi, Luca Zingaretti. Con Luca Zingaretti, Cesare Bocci, Peppino Mazzotta, Angelo Russo

ULTRAS

DRAMMATICO ****

Regia di Francesco Lettieri. Con Aniello Arena, Antonia Truppo, Ciro Nacca

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