Recensioni

Pubblicato il 17 marzo 2019 | da Valerio Caprara

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Pillole: Modalità aereo – Momenti di trascurabile felicità – Parlami di te – Croce e delizia

Avanti con le commedie, in attesa che Zalone faccia piazza pulita di troppi flop e troppe schiappe. Tra le quali non si annovera il riabilitato Brizzi che in “Modalità aereo” ribadisce di possedere credibili agganci con la cronaca del Malpaese (compreso quello col doloroso caso personale) e un collaudato senso dei ritmi farseschi: ancorché in parte ricalcato sul cult “Una poltrona per due”, il filmetto (in senso proprio e non offensivo) risulta a lungo serrato e scorrevole e non manca di centrare momenti di gran divertimento soprattutto grazie alla scatenata, esilarante prestazione del grandissimo e sottovalutato Lillo. Peccato che la tematica anti social e anti tecnologica che potremmo definire “smartphobia” sia un po’ usurata e che in vista della virata finale d’azione rocambolesca si faccia strada qualche cedimento cinepanettonesco.

MODALITA’ AEREO

COMMEDIA, ITALIA 2019

Regia di Fausto Brizzi. Con: Paolo Ruffini, Lillo, Violante Placido, Dino Abbrescia

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Al di là di essere la trasposizione dei tragicomici flash di due prove men che minori dello scrittore e sceneggiatore Piccolo, “Momenti di trascurabile felicità” ripropone un mistero: quello per cui alcuni critici e spettatori tengono in conto d’attore il protagonista Pif. Sullo sfocato leitmotiv dei cult-movie “Il cielo può attendere” e il suo remake moderno, l’ex morettista Luchetti imbastisce infatti in una Palermo disincarnata un pugno di siparietti di natura (si parva licet) filosofica sui consigli utili per il vivere quotidiano come, per esempio, l’opportunità per le donne di fare la provvista degli assorbenti per scongiurare il bisogno di doverli comprare all’ultimo momento, tutti ruotanti attorno al protagonista morto e risorto ma sempre catatonico e inespressivo. Decisamente questo film include un mistero.

MOMENTI DI TRASCURABILE FELICITA’

COMMEDIA – ITALIA 2019

Regia di Daniele Luchetti. Con: Pif, Renato Carpentieri, Thony, Angelica Alleruzzo

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Fans di Luchini di tutto il mondo unitevi! Condizionato dal far parte del club dei devoti dell’ineffabile, inimitabile, irresistibile, insuperabile attore francese, il critico a proposito di “Parlami di te” può solo annotare professionalmente a margine che non si tratta di uno dei suoi titoli cult. Il cortocircuito istituito tra il frenetico e anaffettivo executive colpito da ictus e la problematica logopedista che lo accompagnerà a una rieducazione non solo sanitaria non ha, infatti, un peso filmico importante e i picchi blandamente comici non annullano i versanti da parabola più edificante che drammatica, ma la routine del cinema medio/popolare d’oltralpe è comunque in grado di permettere alla classe e al garbo dei protagonisti (la francesina Bekhti è anch’essa un’attrice di tutto rispetto) di giustificare la scelta d’acquistare il biglietto.

PARLAMI DI TE

COMMEDIA, FRANCIA 2018

Regia di Hervé Mimran. Con: Fabrice Luchini, Leila Bekhti, Rebecca Marder, Igor Gotesman

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Ma non avevamo già visto “Ferie d’agosto” e “Come un gatto in tangenziale”? Difetta, insomma, d’originalità l’asse portante di “Croce e delizia”, opera seconda del disinvolto Godano autore del discreto “Moglie e marito” ma per ora condannato a veleggiare sui placidi mari della neo-commedia inoffensiva all’italiana: due famigliole di opposto conio politico e sociale, infatti, vi si ritrovano l’una contro l’altra armate in una bella villa di Gaeta prescelta da entrambe per passare le vacanze. Il presunto scoop starebbe nel fatto che i rispettivi capifamiglia sono cinquantenni che vogliono sposarsi perché hanno scoperto le gioie dell’amore gay, un imprevisto che non migliora purtroppo il bozzettismo macchiettistico di cui il film è intriso nonostante il bonus di alcuni numeri ad alta resa farsesca di Bentivoglio e Gassmann.

CROCE E DELIZIA

COMMEDIA – ITALIA, 2019

Regia di Simone Godano. Con: Fabrizio Bentivoglio, Alessandro Gassmann, Jasmine Trinca, Filippo Scicchitano

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