Recensioni

Pubblicato il 25 gennaio 2018 | da Valerio Caprara

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Made in Italy

Made in Italy Valerio Caprara
soggetto e sceneggiatura
regia
interpretazioni
emozioni

Sommario: L'operaio di Reggio Emilia Riko che tira la vita con i denti vede franare anche le sue labili certezze. Giunto sull'orlo del baratro troverà la forza di ricominciare.

1.3


Se Paganini non ripeteva, è normale che una rockstar faccia lo stesso. Giustamente apprezzato, infatti, per l’eccellente, ma ormai ingiallito esordio con “Radiofreccia” (1998) e un po’ meno per “Da zero a dieci”, il grande Liga cade al terzo ostacolo presentando un film come “Made in Italy” che sembra clonato sulla routine del cinema italiano più “piccolo”, autoconsolatorio e scontato. Non sappiamo neppure se convenga, come suggerirebbero la stima e la simpatia per l’uomo e l’artista, innestare un preambolo in cui concedergli l’onore delle armi: se, infatti, il film non è pretenzioso bensì onesto nella padanità che gli sta a cuore e devoto al ruvido brand “lambrusco e popcorn”, è pur vero che gli intoppi di grammatica filmica risultano alla fine meno gravi di quelli di un’impalcatura narrativa davvero tirata via senza alcun garbo.

Accorsi ci mette, purtroppo, del suo, scatenandosi in una di quelle girandole di assoli –male imitate dal Volonté furioso di “La classe operaia va in paradiso”- che schiacciano il contenuto sotto il peso della mossa: il protagonista Riko che non riesce a mantenere la famiglia, però s’accontenta dell’affetto della moglie paziente, il valore del figlio universitario e la complicità degli amici sboccati e scanzonati, non possiede altra identità psicologica oltre a quella affibbiatagli da una demagogia declamatoria e un moralismo spiccio. Su questa base di partenza è difficile appassionarsi al momento clou, quando, cioè, il fragile castello social-esistenziale inizia a sgretolarsi e il nostro è costretto a darsi da fare per cercare di riscattarsi dalla comoda quanto colpevole rassegnazione da italiano perdente doc. Succede così, paradossalmente, che l’omonimo concept album del 2016 tradotto in scenette musicali sembri un riempitivo forzato anziché il germe creativo che ne ha ispirato il passaggio sullo schermo.

MADE IN ITALY

Regia: Luciano Ligabue

Con: Stefano Accorsi, Kasia Smutniak, Filippo Dini

Genere: drammatico. Italia 2018

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