Recensioni

Pubblicato il 22 febbraio 2020 | da Valerio Caprara

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Lontano lontano

Lontano lontano Valerio Caprara
soggetto e sceneggiatura
regia
interpretazioni
emozioni

Sommario: Il Professore, Giorgetto e Attilio sono tre settantenni romani che tirano avanti alla meno peggio sognando, però, di prendere armi e bagagli e andare a vivere in una nazione anche remota, ma più solidale e meno costosa della nostra. Dopo avere effettuato la difficile scelta e superato svariati problemi e contrattempi, si renderanno conto di quanto sia duro rinunciare alle proprie abitudini, alle proprie protezioni e alla propria pigrizia.

2.8


Difendere e promuovere i piccoli film meritevoli, quelli fragili e giocati sul gioco delle sfumature e la delicatezza del tocco è un piacere e non un dovere (come credono gli addetti col complesso di colpa nei confronti del cinema epico e spettacolare). In una fase della stagione ricca come non mai di film aggressivi, provocatori e antitetici all’ordinaria carineria consolatoria, non si possono per di più avere remore nello scegliere un film come “Lontano lontano” di Gianni Di Gregorio, esordiente nel 2008 in età non più verde con il delizioso “Pranzo di ferragosto” vincitore di molti premi a partire da quello dell’Opera Prima “Luigi De Laurentiis” alla Mostra di Venezia. Le due successive sortite del regista, sceneggiatore e attore romano (“Gianni e le donne” e “Buoni a nulla”) hanno risposto flebilmente alle attese, ma grazie all’opera quarta possiamo dichiarare che per fortuna la sua vena espressiva non si è esaurita. Di Gregorio è certo un temerario perché, come nei titoli precedenti, si mette in gioco in prima persona interpretando con stralunata verve un buffo alter ego a suo agio solo a Trastevere e a contatto quotidiano con una serie di amici e conoscenti altrettanto girovaganti nel perimetro del quartiere. I settantenni, si sa, non esercitano un grande appeal presso le odierne e scalpitanti platee, ma possiamo assicurare che nessun frangente di “Lontano lontano” trasuda depressione, nevrastenia, sentori da ambulatorio Inps e che al contrario lo sguardo minimalistico della cinepresa, svincolandosi dall’approccio realistico/ruspante, cerca sempre di cogliere gli aneddoti dispersi, i versanti comici, le strambe abitudini di una una sorta di tribù indigena accampata nei recessi della giungla urbana.

Il Professore e Giorgetto non sono certo personaggi modello “Joker” o “Parasite”, però anche loro qualche conto in sospeso con la sporca società ce l’hanno: le pensioni si riducono a forza di tasse e trattenute e persino la birretta e il pacchetto di sigarette vi aprono voragini allarmanti. Siccome l’idea più ingegnosa potrebbe consistere nel trasferirsi all’estero, in uno di quei paesi dove la vita costa poco e i loro spiccioli potrebbero garantire anni di serenità nullafacente, viene associato al progetto Attilio, un ex giramondo fricchettone che abita in una remota periferia esercitando la professione di restauratore/robivecchi: l’ultimo ruolo di Fantastichini, precocemente deceduto dopo le riprese, che ne ribadisce le doti di versatile talento e aumenta i rimpianti per la perdita della sua intensa caratura umana. Che la finezza delle recitazioni sia l’asso nella manica di Di Gregorio, il nostro Oblomov romanocentrico, lo dimostrano anche –nell’ambito di un film da trattare con delicatezza perché sembra disegnato a carboncino in chiaroscuro sulla “carta Fabriano” dello schermo- il Giorgetto malandrino di Colangeli e soprattutto lo strepitoso cammeo di Herlitzka, ovvero l’anziano tuttologo dandy che suggerisce al terzetto la destinazione giusta per sfuggire alle ristrettezze domestiche. Peccato che in vista del finale sceneggiatura e regia abbiano deciso senza alcun bisogno di agganciarsi al richiamo attualistico, tirando fuori dal cilindro buonista il personaggino dell’onesto giovanotto africano che costringe i tre anziani caballeros a ripararsi dietro il precario paravento del messaggio umanitario piuttosto che umanistico.

LONTANO LONTANO

COMMEDIA – ITALIA 2019

Regia di Gianni Di Gregorio. Con: Gianni Di Gregorio, Giorgio Colangeli, Ennio Fantastichini, Roberto Herlitzka

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