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Pubblicato il 12 agosto 2019 | da Valerio Caprara

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Le risposte…

  • “Viaggio nella luna” realizzato nel 1902 dal geniale cineasta Méliès, secondo “padre” del cinema dopo i fratelli Lumière, racconta la spedizione di un gruppo di astronomi sparati da un cannone sulla luna.
  • Inizialmente disinteressata alla diretta propaganda di regime, la produzione del ventennio sbancò spesso i botteghini con le commedie cosiddette dei “telefoni bianchi” interpretate da divi come Assia Noris e Vittorio De Sica.
  • Uscito nel 1933, il film del ceco Gustav Machaty interpretato con grande spregiudicatezza da Hedy Lamarr, racconta il nuovo amore di una donna che ha lasciato il marito disinteressato al sesso.
  • L’”Imperatore” Akira Kurosawa, spesso osteggiato in patria a causa del suo eclettismo e anticonformismo, riuscì a realizzare nel 1980 l’epico kolossal ambientato nelGiappone cinquecentesco solo grazie alla collaborazione degli amici e ammiratori George Lucas e Francis Ford Coppola.
  • Molte battute dei dialoghi di “Deserto rosso” (1964) del maestro Antonioni, spesso pronunciate dall’enigmatica musa del regista Monica Vitti, suscitarono all’epoca più sarcasmo che lodi.
  • Il soggetto di “Picnic ad Hanging Rock” che nel 1975 rivelò il talento dell’australiano Peter Weir è tratto dall’omonimo romanzo della connazionale Joan Lindsay. I meriti del film stanno nel crescendo di tensione emotiva e nel finale enigmatico che metaforizzano lo scontro tra la civilizzazione britannica di stampo conservatore e l’ingovernabilità della natura selvaggia.
  • “Poveri ma belli” (1957), campione d’incassi firmato dal futuro big della commedia all’italiana Dino Risi, si giovò della scanzonata e avvenente freschezza di giovani e pressoché inediti protagonisti come la Allasio, la De Luca, la Panaro, Arena e Salvatori.

11) L’impareggiabile Hepburn ha vinto in carriera 4 statuette, superando (fino a oggi) agguerriti habitué della Notte delle Stelle come la Streep (3), Day-Lewis (3) e De Niro (2).

9) Con questa stridula battuta il giovane “autarchico” Moretti tramandò a futura (gloriosa o indegna, a seconda dei punti di vista) memoria l’invettiva contro il prototipo del personaggio sordiano a suo parere reazionario e qualunquista.

10) Con “Io e te”, il suo ultimo film liberamente tratto nel 2012 dall’omonimo racconto di Ammaniti, il rimpianto Bernardo Bertolucci ha tramandato un testamento artistico ricco di sensibilità psicologica e raffinatezza stilistica.

  • Capeggiata dal vulcanico Glauber Rocha, la rivoluzionaria e neorealistica “onda” del cinema novocoinvolse molti eccellenti registi tra in quali, però, non va annoverato de Oliveira Filho passato alla storia del calcio col soprannome Careca.

12) “Non aprite quella porta” (“The Texas Chain Saw Massacre”) è un film a basso costo del 1974 che narra la storia di un gruppo di ragazzi che finiscono nelle grinfie di una famiglia di assassini tra i cui componenti spicca il sadico “Leatherface”, destinato a diventare uno dei più famosi personaggi seriali del cinema horror.

13) “Le vite degli altri” (2006), opera prima di Florian Henckel von Donnersmarck, ha vinto un’infinità di premi tra cui l’Oscar per il miglior film straniero. E’ considerato uno dei migliori thriller politici della storia del cinema per come sviluppa temi di amore, dedizione, controllo e potere nelle atmosfere da incubo del comunismo in “modalità tedesca”.

14) Presentato in concorso nella giornata di apertura della 71esima Mostra del cinema di Venezia, il capolavoro di Inarritu fu incredibilmente ignorato dalla giuria presieduta dal musicista Desplat. A vincere il Leone fu per di più l’improbabile film svedese “Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza”.

 

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