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Pubblicato il 9 dicembre 2019 | da Valerio Caprara

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La scomparsa di Massimo Bertarelli

E’ scomparso a Milano dopo una coraggiosa lotta contro il male del secolo il giornalista, saggista e critico cinematografico Massimo Bertarelli. Milanese classe 1943,   montanelliano della prima ora e cofondatore del quotidiano Il Giornale, Massimo è stato insuperabile per lo stile sintetico e pregnante, lo humour tagliente, il coraggio politicamente scorretto e controcorrente dei giudizi e la libertà assoluta del suo modo di amare e tramandare il cinema. Ero venuto a sapere che aveva vissuto una vita professionale ed esistenziale intense e prestigiose ma tutt’altro che impettite e morigerate, ulteriore aspetto che me lo rendeva estremamente simpatico insieme alle passioni largamente condivise per il calcio (lui milanista, io romanista ma simpatizzanti l’uno per la squadra dell’altro) e il ricordo di estati giovanili di vacanza a Courmayeur. Grazie alla lunga consuetudine di schermaglie nel corso della trasmissione di RaiUno “Cinematografo” eravamo entrati in grande sintonia, più ancora di spirito, atteggiamento e inclinazioni che di predilezioni critiche e, cosa ancora più importante, in tutte le occasioni in cui abbiamo avuto modo d’incontrarci di persona, parlare al telefono o inviarci messaggi ho potuto sperimentare le sue immense doti di gentilezza e signorilità da gentiluomo d’altri tempi. Sono pertanto davvero costernato per un’assenza che già mi sembra incolmabile.

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  • Lorenz666

    Estremo cordoglio e rispetto per Massimo. RIP

    • Valerio Caprara

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  • Mi dispiace tanto!!! Riposa in pace Massimo Bertarelli, io mi divertivo sempre a sentirlo parlare dei film che non gli erano piaciuti.

    • Valerio Caprara

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  • Ho scoperto ora la brutta notizia leggendo questo post. Mi dispiace moltissimo. Adoravo la sua critica sintetica e ironica che sapeva sempre strapparmi un sorriso. RIP 🙁

  • Rosanna Toscano

    Mi dispiace. La sua voce dissonante e “scorretta”, la sua franchezza imbarazzante erano sempre prive di supponenza. Diceva ció che pensava. Non dimenticherò mai un suo giudizio su un film italiano interpretato dalla Ascaride. Ruvido, tagliente, irritante, forniva un valido contrappeso alla melassa scontata di Cinematografo

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