Recensioni

Pubblicato il 30 marzo 2018 | da Valerio Caprara

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Io c’è

Io c’è Valerio Caprara
soggetto e sceneggiaturaneggiatura
regia
interpretazioni
emozioni

Sommario: Bamboccione in difficoltà cerca di trasformare il proprio bed&breakfast scarsamente redditizio nel tempio (esentasse) di un'inedita religione inventata a tavolino. Lo "ionismo" predisporrà, così, che ciascun adepto possa farsi Dio di se stesso, i comandamenti siano sostituiti dai suggerimenti e le pratiche del culto si limitino a deresponsabilizzarlo totalmente.

2.5


Commedie all’italiana anni Duemila. Non è raro per i critici assolverle con una pacca sulla spalla perché in fondo non fanno male a nessuno ed è un bene che portino un po’ di euro al box-office: in quest’andazzo, però, c’è il rischio che lo spettatore non ci creda quando segnalano l’arrivo in sala di un titolo al di sopra di una media sconfortante. Dispiacerebbe, in questo senso, che “Io c’è” non fosse percepito come quello che è e cioè una commedia divertente ma anche sottile, recitata con la scioltezza necessaria ma anche in grado di prendere di petto temi ritenuti inavvicinabili. Già fattosi apprezzare come saggista, sceneggiatore e autore, tra l’altro, dell’estroso “Orecchie”, Aronadio si è valso di una sceneggiatura abilmente equilibrata in cui s’avverte il contributo di Edoardo Leo, anch’esso regista ma qui presente anche nel ruolo più consueto di attore protagonista. Leo è, in effetti, titolare di un’identità spigliata e accattivante che potrebbe spendere e qualche volta spende senza affaticarsi più di tanto; per fortuna, però, è anche fornito di quella dose di curiosità professionale e voglia di mettersi in gioco che lo distingue dai colleghi schiacciati dalla routine del mestiere.

Ecco, appunto, il cialtroncello Massimo che dopo avere ereditato un B&B in crisi anche perché tartassato dal fisco, si fa tentare dall’idea di trasformarlo in tempio esentasse di una religione nuova di zecca. In combutta con la sorella commercialista (Buy) e lo scrittore fallito Marco (Battiston) fonda, così, le regole dello “ionismo”, culto che considera ogni essere umano Dio di se stesso, non prevede comandamenti bensì suggerimenti, esclude obblighi di vestiario o di orpelli e al posto delle immagini sacre utilizza per coerenza un semplice specchio. La cattiveria terapeutica che fu il cavallo di battaglia del moloch Sordi si fa strada negli sketch e le macchiette, quasi sempre di buon livello perché Leo in prima fila, una Buy assai disinvolta, il solito irresistibile Battiston e persino il fiore all’occhiello delle produzioni Lucisano Massimiliano Bruno umilmente calato nel cammeo più aggressivo e repulsivo appaiono motivati e coinvolti al punto giusto. Il gioco è ovviamente quello di stuzzicare il bisogno atavico delle persone di credere “in qualcosa” e, anche se sarebbe stato ancora più audace tirare in ballo le ideologie politiche che inferociscono gli adepti, sceneggiatura e film riescono nell’intento d’intrattenere piacevolmente il pubblico senza costringerlo a sventolare i vessilli delle rispettive appartenenze.

IO C’E’

Regia: Alessandro Aronadio

Con: Edoardo Leo, Margherita Buy, Giuseppe Battiston

Genere: commedia. Italia 2018

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