Recensioni

Pubblicato il 8 dicembre 2017 | da Valerio Caprara

1

Il premio

Il premio Valerio Caprara
soggetto e sceneggiatura
regia
interpretazioni
emozioni

Sommario: Vecchio, venerato e cinico scrittore decide di recarsi in auto da Roma a Stoccolma per ritirare il Nobel. Lo accompagnano, condividendo (dis)avventure tra il comico e il malinconico, il fedele segretario/maggiordomo, un figlio pragmatico, aitante e ignorante e una figlia vanitosa e superficiale di professione blogger di successo.

2.5


Innanzitutto è importante informare i futuri spettatori di “Il premio” che avranno la possibilità di ammirarvi un inedito Gigi Proietti. Ovviamente tutti riconoscono notevoli doti di affabulatore e trasformista all’attore, comico, regista, cantante e doppiatore, ma al cinema la sua fortuna è stata limitata e al di là del mattatore di “Febbre da cavallo” non si tramandano exploit particolari: scoprirlo alle prese con un personaggio incisivo e raffinato, praticamente il fulcro del secondo film di finzione diretto da Alessandro Gassmann, serve dunque ad accrescere le credenziali di un carisma a volte sottovalutato. In un panorama di nuove commedie ripetitive ed edulcorate, quasi sempre ammiccanti ai mali nazionali secondo parametri conformisti e demagogici, quella del cinquantaduenne figlio del grande Vittorio, sia pure scontando qualche vezzo e qualche debolezza di sceneggiatura, spicca per la sua vena di follia, una sana cattiveria e soprattutto l’ottima consonanza delle recitazioni. Chiaramente ispirato al ricordo dei non facili rapporti col padre, il regista allestisce, infatti, una sorta di burlesco road movie che inizia quando lo scrittore Giovanni Passamonti, allergico a qualsiasi altro tipo di mezzo di trasporto, decide di partire su un pullmino per Stoccolma dove gli sarà assegnato il Nobel per la letteratura.

Accompagnano il venerato egoista il segretario quasi maggiordomo interpretato da un Rocco Papaleo finalmente sottratto al cliché del macchiettone dialettale e Oreste e Lucrezia alias Gassmann e la Foglietta, due tra i tanti figli disseminati e trascurati qua e là per il mondo, l’uno personal trainer squattrinato e l’altra blogger fanatica e superficiale. Di qui il fluido alternarsi di gag e quiproquo che in Austria, Germania, Danimarca e nella stessa capitale svedese non fanno che evidenziare una serie di rancori, segreti e bugie affioranti dal passato e presentare personaggi di contorno buoni solo a ingarbugliare ancora di più i precari e irregolari rapporti familiari. Senza volere istituire paragoni con film affini ma di gran lunga più taglienti e paradossali (uno per tutti l’imperdibile argentino “Il cittadino illustre”), si può dire che il teatrino mobile risulta piacevole e rilassante e che il semplicistico quanto onesto assunto base –più o meno “essere dei geni comporta molti vantaggi ma altrettanti svantaggi”- trova anche nel controcanto generazionale dei trasognati musicisti Marco Zitelli (più noto col nome d’arte di Wrongonyou) e Matilda De Angelis una sua accattivante credibilità.

IL PREMIO

Regia: Alessandro Gassmann

Con: Gigi Proietti, Alessandro Gassmann, Anna Foglietta, Rocco Papaleo, Erika Blanc

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  • Livia

    Buongiorno, mi piacerebbe sapere se lo spunto iniziale gli autori lo hanno preso da un film francese del 2002: “Aime ton père” di Jacob Berger dove i protagonisti erano Depardieu padre e figlio e la sorella era interpretata da Sylvie Testud. Non credo questo film sia mai arrivato sui nostri schermi….anche in Aime ton père c’era un vecchio scrittore un po’ orso che doveva ritirare il Nobel, i rapporti difficili con i figli – naturalmente il film di Gassmann poi prende altre vie, si arricchisce di personaggi epperò… Ho provato a chiedere a Massimiliano Bruno ma non mi ha risposto, Gassmann non saprei come contattarlo e ho pensato di provare a chiedere a lei che stimo molto e trovo deliziosamente spiritoso. Grazie, Livia

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