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Pubblicato il 28 dicembre 2019 | da Valerio Caprara

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Il mistero Henri Pick

Il mistero Henri Pick Valerio Caprara
soggetto e sceneggiatura
regia
interpretazioni
emozioni

Sommario: Giovane editor scopre nel settore dei manoscritti rifiutati della biblioteca della cittadina bretone Crozon il romanzo di un pizzaiolo defunto senza avere mai dato l'impressione di avere a che fare qualcosa con la letteratura e/o la cultura. Un temuto critico letterario e volto noto dei programmi televisivi nazionali è, però, convinto che si tratti di un imbroglio consumistico ed è disposto a tutto pur di smascherarlo.

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Metti che vuoi sfuggire al menu delle feste (fatto salvo “Pinocchio” manca per ora il titolo qualitativamente dominante) e spendere il prezzo del biglietto per concederti un bel viaggetto virtuale. Il cinema offre anche questa chance, da prendere al volo specialmente quando il tour fornisce una guida/protagonista del calibro di Fabrice Luchini, attore di poliedrico talento, impagabile charmeur, icona di una francesità preziosa antitetica a quella malevola tramandata abitualmente. E’ proprio il caso di “Il mistero Henri Pick” la cui sceneggiatura, coscritta dal regista Bezancon sulla base dell’omonimo bestseller di David Foenkinos (ed. italiana Mondadori), è quasi interamente ambientata sugli appartati, edenici e ventosi scenari balneari della cittadina e della penisola di Crozon appartenenti al dipartimento del Finistère (nomen omen) nel nord ovest della Bretagna: componente di non poco conto che, anzi, diventa il fulcro di un piccolo quanto gradevole giallo letterario in cui non si cerca l’assassino, bensì l’autore segreto di un bestseller. La produzione dell’esagono si dimostra, così, ancora una volta in grado di potere proporre numerosi film fuori standard, estrosi, intelligenti e soprattutto basati su trame avvincenti ed esenti da tormenti apocalittici e/o predicozzi moralistici.

Mettevi dunque comodi in poltrona: dopo avere rovistato nella saletta della locale biblioteca riservata –spunto formidabile- ai manoscritti rifiutati, una giovane e graziosa editor annuncia al mondo di avere scoperto lo struggente romanzo postumo Les dernières heures d’un amourdel pizzaiolo Henri Pick passato a miglior vita da un biennio. Il successo è travolgente, le classifiche scalate: peccato che il celebre critico letterario e volto noto dei programmi televisivi culturali Rouche (Luchini) non creda affatto allo scoop e s’intesti a cercare a tutti i costi le prove di un presunto imbroglio. Le schermaglie tra l’altezzoso intellettuale parigino trasformatosi in una sorta di sornione doppione di Maigret e la sconcertata figlia Joséphine (la sensibile e credibile Cottin) del povero Pick che in vita non fu mai scoperto a leggere un libro o scrivere una riga sono il sale e pepe dell’abile mix tra dialoghi pungenti, scene madri sotto vuoto spinto e schizzi a margine di classici personaggi da commedia francese se non alla Balzac, quantomeno alla Chabrol. Giocando, appunto, con gli stereotipi della detective story, il regista riesce persino a fare intravedere un’armonia poetica tra le azioni e le decisioni di fatto superflue e destinate allo scacco dei protagonisti e i riflessi pietrosi, sfumati, grigioazzurri, vagamente malinconici degli inconfondibili paesaggi bretoni; mentre è più diretto lo scherno rivolto allo strano ma ricorrente paradosso che autorizza la maggior parte di noi a lasciarci cullare da fantasticherie chiaramente irrealizzabili nel momento stesso in cui giuriamo d’essere alla perenne ricerca di prosaiche verità e marmoree certezze. Non si può dire che “Il mistero Henri Pick” entrerà nelle imperversanti classifiche del pressoché concluso decennio, anche perché purtroppo il sottofinale e il finale sprecano un po’ del credito accumulato sfrangiandosi in spiegazioni e rivelazioni alquanto abborracciate e deludenti. Però Luchini, come sempre, vale da solo la scelta di vederlo, anche se l’ideale sarebbe anche ascoltarlo per godere della voce e la dizione deliziosamente rotonde ed eleganti, nonché, all’occasione svarianti nell’irresistibile imitazione (qui tocca al mostro sacro Marguerite Duras) di quelle di eminenti colleghi della scena d’oltralpe.

IL MISTERO HENRI PICK

COMMEDIA/GIALLO, FRANCIA/BELGIO 2019

Regia di Rémi Bezancon. Con: Fabrice Luchini, Camille Cottin, Alice Isaaz, Bastien Bouillon

 

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