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Pubblicato il 17 Agosto 2020 | da Giuseppe Cozzolino

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Cinemarcord: “Vacanze di Natale”(1983)

(A cura di Giuseppe Cozzolino e Andrea Coco)

Focus su un film che ha saputo rappresentare e anticipare gli Anni Ottanta italiani come pochi.

Squadra che vince non si cambia. Era il 1983 ed era appena uscito Sapore di mare che aveva riscosso un successo incredibile, giocando “sporco” ovvero facendo leva sulla nostalgia che gli italiani avevano per gli Anni Sessanta, visti come una Golden Age, un’epoca per sempre perduta. E, alla luce dei risultati, i fratelli Vanzina pensarono bene di bissare il successo, spostando la storia dalle spiagge di Forte dei Marmi alle nevi di Cortina, dai mitici Anni Sessanta ai non meno spensierati Anni Ottanta, appena iniziati. Il film riscosse un successo al di là di qualsiasi immaginazione, finendo per canonizzarne gli usi e i costumi.

Un Decennio sul quale si è detto tutto il male possibile, ma su cui è in atto una rivalutazione del periodo, visto come un’epoca di profonde trasformazioni sociali e di grande energia ed ottimismo dopo la difficile parentesi degli Anni di Piombo. A conferma di una simile teoria giunse il giudizio positivo di Umberto Eco in un articolo de “La bustina di Minerva” del 1997, secondo cui “Gli anni Ottanta” furono “grandiosi”. Il giornalista Alessio Pecoraro (Linkiesta) in un suo articolo,“Perché gli anni 80 ritornano sempre?”, ha spiegato questo rimpianto: “Sai perché questo continuo ritorno agli anni 80? Perché stavamo bene e in fondo avevamo tutto”. Infine, lo storico Marco Gervasoni nel suo libro “Storia d’Italia degli anni ottanta” ha sostenuto che: “Gli anni Ottanta sono stati gli anni dell’ultima modernità, quelli in cui, se è certo che oggi siamo postmoderni, siamo stati addirittura modernissimi”. 

Certo, Vacanze di Natale, non è un trattato di storia e sociologia, ma, quasi nessun film ha saputo raccontare questo primo decennio fortemente contrassegnato dai media e dal dominio dalle immagini. 

E lo rievochiamo voce per voce, in ordine rigorosamente alfabetico. O quasi.

Ambientazione

Non poteva non essere Cortina, la località VIP all’epoca, che si contrapponeva al più proletario e meridionale Terminillo (la meta classica dei romani e dove ci si sarebbe aspettato di trovare i Covelli e i Marchetti). Per la cronaca la neve fu ricreata in modo artificiale, poiché il film venne girato nell’autunno del 1983, ma, in compenso, a dicembre a Cortina d’Ampezzo fece freddo, piovve e nevicò.

Attori

Oggi, scorrendo l’elenco dei nomi, tutti farebbero caso a Claudio Amendola, Christina De Sica e Stefania Sandrelli, ma all’epoca i cavalli di battaglia sui quali aveva puntato la produzione erano altri: Jerry Calà su tutti e poi Riccardo Garrone, Mario Brega e Guido Nicheli. Per non parlare di personaggi oggi semi sconosciuti o dimenticati come Antonella Interlenghi, Karina Huff e Rossella Como.

Battute e Comicità

Uno dei punti di forza di Vacanze di Natale sono le sue battute, che vanno a compensare una trama non proprio elaboratissima. Ancora oggi fanno ridere e molte di queste sono entrate a far parte della coscienza collettiva. Eccone alcune, non proprio finissime ma amatissime dai fan: 

Avvocato Giovanni Covelli: Beh…Anche questo Natale…se lo semo levato dalle palle.

Donatone: Ah ah… Ivana, fai ballare l’occhio sul tick! Via della Spiga, Hotel Cristallo di Cortina: 2 ore, 54 minuti e 27 secondi… Alboreto is nothing!!

Avvocato Giovanni Covelli: Roberto… È tuo padre che ti parla. Ma vedi d’anna’ affanculo!

Cinepanettone?

Nessuno all’epoca ha definito e avrebbe definito Vacanze di Natale un cinepanettone perché questo termine ancora non esisteva nel 1983. Per molto tempo ha avuto un valore negativo, che solo in un secondo tempo ha modificato è passato a indicare i film che escono durante le festività natalizie.

Musiche

Azzeccatissima la raccolta dei pezzi di disco music, e non solo, del periodo. Nonostante le premesse, l’operazione è riuscita ugualmente, generando un felice connubio tra musiche e scene, basti vedere Jerry Calà che canta “Maracaibo” di Lu Colombo oppure sapere che “Moonlightshadow” di Mike Oldfield, cantata da Maggie Reilly, è ancora oggi possibile ascoltarla sulle piste di Cortina. Per ragioni di diritti non è stato mai realizzato il disco, ma esiste su Youtube una compilation, realizzata da Miki Cino, che unisce le musiche con le celebri battute del film. Da ascoltare.

Personaggi

Si tratta ovviamente di una rappresentazione satirica della borghesia rampante dell’epoca. Da una parte i Covelli, famiglia romana di ricchi costruttori edili, dei veri signori fino a quando non aprono la bocca – a Roma si definirebbero dei “burini ripuliti” -; dall’altra i Marchetti, esempio verace dei romani di “Torpigna” (Torpignattara), quartiere molto popolare citato da Pasolini nel libro “Ragazzi di vita”, all’epoca in via di trasformazione ed oggi quartiere multietnico e molto trendy, dove è stato girato il film “Bangla”.

A fargli da contraltare i “settentrionali”, capitanati dal Cumenda Donatone Braghetti e da Billo, l’aspirante playboy sciupafemmine , che suona al pianobar dell’albergo, e attorno a loro, in secondo piano le apparizioni di Rossella Como, Roberto Della Casa, Marilù Tolo, Paolo Baroni, Stefania Sandrelli. Ed una piccola partecipazione della futura pornostar Moana Pozzi.

Sesso e Turpiloquio

Come opera realizzata nel solco della commedia all’italiana, il film riprende, anticipa e amplifica, alcuni aspetti goderecci del genere, simbolo di un cambiamento in atto nel Bel Paese.

Le protagoniste non interpretano il ruolo delle vittime, delle conquistate, ma sono parte attiva nelle avventure; un primo accenno, molto modesto, del cambiamento di ruoli che sarebbe avvenuto nei decenni successivi. Inoltre, viene affrontato un argomento all’epoca ancora scottante: l’omosessualità, presentato in modo “leggero”, come un fenomeno abituale negli States e destinato a diventare normale anche nel Belpaese.

A livello di turpiloquio, va, invece, ricordato che prima di Vacanze di Natale la strada era stata già aperta dai famigerati film di “Pierino”, dove abbondava un linguaggio scurrile e allusioni sessuali più o meno esplicite. Il frasario dei protagonisti, all’epoca criticato, potrebbe risultare edulcorato o, al contrario, troppo spinto per alcuni degli standard attuali dello Spettacolo Italiano.

Simboli del benessere

Dopo la crisi economica degli anni Settanta, l’Italia stava vivendo una nuova fase di crescita economica, alla quale tutte le classi sociali desideravano partecipare, in modo più o meno ostentato e volgare. Abbiamo quindi, macchine costose, vestiti alla moda, case lussuose, mance consistenti (a volte con fini moralmente discutibili), superalcoolici e “le filippine”, la carta di tornasole dell’avvenuta scalata sociale.

Trama

L’idea di partenza viene da un altro lungometraggio, Vacanze d’inverno, un film del 1959, diretto da Camillo Mastrocinque, interpretato da Alberto Sordi e Vittorio De Sica, a sua volta sulla scia di una precedente opera nella quale lo stesso Sordi aveva recitato l’anno prima, Racconti d’estate, ambientato a Rapallo.

Si tratta, comunque, di una rivisitazione della commedia all’italiana, che mette in scena un’epoca senza volerla celebrare né condannare, ma solo rappresentare. La narrazione è strutturata con una storia principale, formata dalle vicende delle due famiglie dei Covelli e dei Marchetti, e una secondaria con le avventure amorose di Billo (Jerry Calà) e della doppia coppia – ad alta infedeltà – Donatone e Ivana Braghetti (Guido Nicheli e Stefania Sandrelli) e Cesarino e Grazia Tassoni (Roberto Della Casa e Marilù Tolo).

I due gruppi non hanno rapporti diretti, alloggiano in luoghi diversi, ma condividono i medesimi spazi, Cortina e il VIP club dove suona Billo, ma in compenso si ritroveranno, tutti insieme, l’estate successiva in Sardegna, altra località molto “In” dell’epoca.

USA

Luogo mitico per eccellenza, dove i giovani vorrebbero andare (non a caso il successivo cinepanettone sarà Vacanze in America), la terra delle opportunità e delle libertà, non a caso citata da Roberto Covelli come giustificazione per un certo suo “vizietto”. Ma questa terra, all’epoca ancora poco raggiungibile dall’italiano medio, viene vista dagli adulti, più disincantati, con una certa dose di diffidenza.

E per concludere… è la somma a fare il totale

La celebre battuta di Totò ben si adatta a commentare il film. Perché in questo caso è la somma dei vari aspetti esaminati singolarmente a sancire il buon successo della pellicola, divenuta emblema della spensieratezza e della voglia di vivere, , tipica degli Anni 80.

 

 

VACANZE DI NATALE (1983, ITALIA, 97 MIN)

REGIA: Carlo Vanzina

SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Carlo Vanzina, Enrico Vanzina

FOTOGRAFIA: Claudio Cirillo

MUSICHE: Giorgio Calabrese

INTERPRETI PRINCIPALI: Jerry Calà (Billo Damasco), Christian De Sica (Roberto Covelli), Claudio Amendola (Mario Marchetti), Antonella Interlenghi (Serenella), Karina Huff (Samantha), Riccardo Garrone (avvocato Giovanni Covelli), Rossella Como (signora Covelli), Marco Urbinati (Luca Covelli), Roberta Lerici (Diamante Covelli), ShokoNakahara (Asunción, cameriera dei Covelli), Guido Nicheli (Donatone Braghetti), Stefania Sandrelli (Ivana Braghetti), Mario Brega (Arturo Marchetti), Moana Pozzi (Luana).

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