Recensioni

Pubblicato il 27 Aprile 2017 | da Valerio Caprara

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Boston – Caccia all’uomo

Boston – Caccia all’uomo Valerio Caprara
soggetto e sceneggiatura
regia
interpretazioni
emozioni

Sommario: Ritmo efficace, montaggio e recitazione ad alto tasso adrenalinico.

2.5


Berg, ex attore ormai specializzatosi nella regia di thriller-verità, non è tagliato per i chiaroscuri psicologici e gli equilibrismi politici. Lo conferma “Boston – Caccia all’uomo” che chiude la trilogia aperta da “Lone Survivor” e proseguita con “Deepwater – Inferno sull’oceano” ricostruendo con indubbio mestiere il sanguinoso attentato terroristico messo in atto il 15 aprile 2013 dai fratelli ceceni Tsarnaev a pochi passi dal traguardo della maratona di Boston.

Il titolo originale del film, “Patriot’s Day”, non è uno slogan propagandistico perché il giorno in cui si svolge la celebre competizione si chiama in questo modo per commemorare l’anniversario della battaglia che diede inizio nel 1775 alla guerra d’indipendenza delle colonie americane contro la madrepatria britannica; però non si può negare che sia soprattutto uno slancio di patriottismo nazionale a motivare le tonalità con cui rivivono sullo schermo i quattro giorni della caccia agli autori in fuga del massacro. Non si va al di là, certo, dell’efficacia di ritmo, recitazioni e montaggio ad alto tasso adrenalinici (qualità in ogni caso da non sottovalutare per gli appassionati del genere), ma davvero non si capisce perché secondo alcuni recensori costituirebbe un grave demerito l’aver sottolineato la feroce matrice islamica dell’attentato.

BOSTON – CACCIA ALL’UOMO

Regia: Peter Berg

Con: Mark Wahlberg, Kevin Bacon, John Goodman

Thriller. Usa 2016

 

 

 

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