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Pubblicato il 1 maggio 2019 | da Valerio Caprara

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Avengers: Endgame

Avengers: Endgame Valerio Caprara
soggetto e sceneggiatura o
regia
interpretazioni
emozioni

Sommario: La saga degli Avengers continua. Lo schiocco delle dita del feroce Thanos possessore delle sei Gemme dell’Infinito ha polverizzato la metà dell’universo. Gli Avengers superstiti che sono rimasti sulla Terra proveranno a riprendere animo e forze per tentare di far tornare in vita le vittime.

2.8


“Io sono ineluttabile”… E io sono Iron Man”. Il supercattivo Thanos (copia conforme dell’allenatore Serse Cosmi) e il grande Robert Downey Jr. sono ormai uno di fronte all’altro e la platea ruggisce come ai bei, vecchi tempi. Abbiamo visto cose che voi cinefili non potete neanche immaginare: prenotazioni in tilt, code chilometriche, posti esauriti, applausi a scena aperta, risate scroscianti, lacrime sui volti all’acme delle scene funeste. Si sarà capito, insomma, che “Avengers: Endgame” conclude nel rispetto delle attese tripudianti una delle saghe chiave della pop culture elaborata da dieci anni a questa parte dall’epica mista a humour del MCU (il Marvel Cinematic Universe) e che avremmo amato le tre ore di spettacolo allestite dai fratelli Russo anche se il film ci fosse sembrato brutto. Caso peraltro scongiurato dalla visione del sontuoso, debordante, trascinante cinecomic che –fatte salve le idiosincrasie di coloro che se ne fregano delle donne, i cavalier, l’arme, gli amori, le cortesie e le audaci imprese su carta e su schermo dei supereroi- finisce con l’assomigliare a una seduta di “binge watching”, una di quelle maratone effettuate dai cultori per fare indigestione d’episodi della serie tv preferita. Si tratta di uno tra i tanti paradossi messi in campo da un “giocattolone” –come lo chiamano gli antipatizzanti- che, in effetti, trapianta in formato oversize le logiche del consumo individuale/casalingo per riaffermare il ruolo insuperabile della sala tradizionale.

All’inizio imperversa il caos, lo schiocco delle dita del folle Titano possessore delle sei Gemme dell’Infinito ha polverizzato la metà dell’universo, i Vendicatori superstiti, però, sono ancora sulla Terra –tranne un paio bloccati nello spazio profondo- e provano a riprendere animo e forze per tentare di far tornare in vita le vittime. “Endgame” fa progredire lentamente i fatti cercando di rinfrancare a poco a poco il celebre manipolo con i superpoteri in stand-by, in preda a svariate depressioni e in qualche caso (vedi Thor diventato una specie di dropout coeniano alla Grande Lebowski o Hulk assuefatto ai sedativi) ridotto pressoché a macchietta: se qualche rimpasto delle motivazioni dei meta-testuali personaggi non regge neanche un po’ e il disinvolto intrico delle linee temporali nello spazio quantico (sic) fa penare lo spettatore non iniziato e solo i più esperti potranno cogliere tutte le diramazioni, le ibridazioni e i rimandi della trama, la rincorsa del ritrovato gruppo di famiglia verso la monumentale battaglia finale conferma la perizia con cui il lavoro in computergrafica sui fondali, i colori e le scenografie irrobustisce vieppiù strada facendo il collaudato ma non scontato amalgama tra l’impronta fantascientifica, il thriller in stile “colpo grosso” e l’azione pura, poderosa e prepotente.

AVENGERS: ENDGAME

FANTASTICO/AZIONE, USA 2019

Regia di Joe Russo, Anthony Russo. Con: Robert Downey Jr., Chris Evans, Mark Ruffalo, Chris Hemsworth, Scarlett Johansson

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