Recensioni

Pubblicato il 25 giugno 2019 | da Valerio Caprara

3

Arrivederci professore

Arrivederci professore Valerio Caprara
soggetto e sceneggiatura
regia
interpretazioniioniioni
emozioni

Sommario:

1.5


Unico e inimitabile Depp, sconsiderato, ringhioso, perseguitato e pregiudicato nella vita ma nel contempo pronto a deliziare il pubblico bambino e sbeffeggiare quello adulto col repertorio di mascherate e smorfie sciorinato nelle vesti di Jack Sparrow o il Cappellaio matto in alcuni dei blackbuster più redditizi del cinema moderno. In “Arrivederci professore” non rinuncia a questa sorta di autoderisione, però succede che una forte scompostezza tragicomica s’adatti perfettamente alla forma e la sostanza del ruolo del protagonista. L’opera seconda dell’emergente Roberts (“Katie Says Goodbye”), infatti, potrebbe classificarsi sotto la cupa etichetta del “cancer movie”, ma in realtà nel bene e nel male riprende le situazioni e le tematiche di due filoni di notevole spessore, quello degli insegnanti eccentrici ed eversivi modello “L’attimo fuggente” e quello delle gioiose liberazioni dal conformismo familiare e intellettual-borghese americano modello “American Beauty”. Depp, in effetti, ha potuto riottenere tutte le ragioni per continuare a giocare con l’”overacting”, l’eccesso recitativo visto che v’interpreta un docente d’inglese che scopre d’essere condannato da un tumore all’ultimo stadio e decide d’abbandonarsi a una condotta sfrenatamente libera da tutte le abituali costrizioni professionali, sociali, morali, igieniche, culturali.

Un carpe diem all’insegna della riscoperta dei piaceri genuini che induce, appunto, i suoi capitoletti superficiali ma non sgradevoli a oscillare tra le scivolate guittesche di Robin Williams in “L’attimo fuggente” e le taglienti performance trasgressive di Kevin Spacey in “American Beauty”. Ciò non toglie che il film tenti a più riprese con una certa fluidità e senza impettirsi come farebbe un omologo titolo d’autore di volgere gli stereotipi e i passaggi prevedibili a proprio favore, tenendo sempre accortamente in bilico lo spettatore tra commozione e provocazione, dosi di buonismo ruffiano e spruzzate di humour nero al limite del cinismo. Qualsiasi valutazione, peraltro, finisce sempre per confrontarsi con il professor Brown di Depp che, gravato da un’improbabile pettinatura e accompagnato da un evidente, realistico disagio non appena la parabola vira sempre di più alla componente strappalacrime, demolisce l’ipocrisia di tutto ciò che lo circonda, dalla becera moglie alla figlia omosessuale, dagli indegni colleghi agli studenti vigliacchi e traditori, ma può anche sembrare il Pirata dei Caraibi finito per sbaglio in un college del New England e condannato a ripetere il numero dell’omonima attrazione dedicatagli a Disneyland.

ARRIVEDERCI PROFESSORE

DRAMMATICO, USA 2018

Regia di Wayne Roberts. Con: Johnny Depp, Rosemarie DeWitt, Odessa Young, Danny Huston, Zoey Deutch

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  • Lulu13

    Mi pare che la recensione sia positiva… e dunque come mai un punteggio in stelle così basso?

    • Matia Biamonti

      Anche io nello sono domandato…comunque per me film molto modesto

    • Valerio Caprara

      Giusta osservazione. Non è che il mio, per così dire, bilancino sia sempre perfetto…

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