All Movies Magazine

Pubblicato il 2 luglio 2017 | da Giuseppe Cozzolino

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Speciale “Il doppiaggio dei film Disney”

Nunziante Valoroso, fra i più grandi esperti di Disney e di doppiaggio in Italia, ci parla di questo tema su All Movies Magazine.


I DOPPIAGGI ITALIANI DEI FILM DISNEY: ALCUNE CURIOSITÀ

di Nunziante Valoroso

Gli adattamenti italiani dei cartoni animati di Walt Disney si sono sempre distinti in tutto il mondo per la qualità del lavoro svolto dagli addetti al doppiaggio, che sono sempre stati gli stessi che si sono occupati dei più importanti film hollywoodiani e non. Il primo lungometraggio Disney completamente doppiato in Italia è Biancaneve e i Sette Nani, uscito da noi nel dicembre del 1938. Questo adattamento, che utilizzava un linguaggio arcaico e forbito, con l’uso di parecchie battute di dialogo recitate in rima e l’esecuzione delle canzoni come se fossero delle romanze dell’opera lirica, è rimasto leggendario. Una curiosità dell’adattamento riguarda lo “slave of the magic mirror” (Schiavo dello specchio magico) che è diventato Mago dello Specchio Magico. Forse, data la situazione politica dell’Italia fascista era meglio non pronunciare la parola schiavo. I nomi dei sette nani in italiano sono poi diventati proverbiali, anche più delle altre traduzioni. Dotto, Brontolo, Gongolo, Pisolo, Eolo, Mammolo e Cucciolo: in particolare molto raffinati i significati degli italiani Eolo per “Sneezy” (richiamo al dio dei venti Eolo della mitologia ), Mammolo per “Bashful” (la viola mammola, fiore “timido” per eccellenza) e Cucciolo al posto di “Dopey” che certamente richiama meglio dell’originale il carattere ingenuo ed istintivo, tipico da bambino coccolone, del nano.

Pinocchio, uscito in Italia nel Natale del 1947, utilizza nel dialogo italiano molti dei nomi originali dei personaggi del libro di Collodi, che nella versione disneyana erano stati cambiati; ad esempio il Grillo, che nel film è chiamato Jiminy, torna ad essere, per gli italiani semplicemente il Grillo Parlante e il burattinaio Stromboli riprende il suo nome di Mangiafuoco. Con Dumbo, uscito in Italia nel 1948, inizia la collaborazione tra la
Disney e il dialoghista Roberto de Leonardis, che da allora scriverà i dialoghi di tutti i film Disney distribuiti in Italia, fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1983. E’ di De Leonardis l’idea di affidare il doppiaggio delle canzoni di “Dumbo” al famoso “Quartetto Cetra” che con il suo stile jazzistico ben si presta a cantare nel nostro idioma brani come “Casey Jr” e “Pink Elephants on Parade”.

La versione italiana di Cenerentola (1950) è una delle poche in cui nella narrazione iniziale si specifica che “Cenerentola” (Cinderella) è un nomignolo della protagonista. In tutte le altre traduzioni e nella versione originale , molto frettolosamente, Cinderella è semplicemente il nome proprio della protagonista. Sempre in Cenerentola, molto spassosa l’italianizzazione di alcuni nomi: il cane Bruno è diventato, molto più in linea con il gusto italiano, Tobia; La sorellastra Drizella è diventata Genoveffa (in Italia Genoveffa è un nome tipico da “racchie”).
Il nome del Duca è molto più spassoso in italiano: Granduca Monocolao, con riferimento al monocolo che indossa il personaggio. Molto più azzeccato inoltre il nome completo del topo Gus (in italiano Gas) : Gastone -da cui è facile ricavare il diminuitivo Gas. Nella versione originale è Octavius, da cui Gus si ricava con molto più sforzo di fantasia!!! Proverbiale poi il nome italiano della Fata (Fairy Godmother semplicemente, in inglese): Fata Smemorina, in omaggio al fatto che il personaggio è notevolmente distratto e smemorato. ) .

In Alice nel Paese delle Meraviglie (1951) è esemplare il modo in cui sono tradotti i nomi dei personaggi, che richiamano subito, molto più dell’originale, il loro carattere o la caratteristica principale. Ecco allora White Rabbit, il coniglio bianco, diventare Bianconiglio; il Cheshire Cat diventare Stregatto, in omaggio al fatto che sparisce come se fosse stregato : “sono uno Stregatto Astratto” si presenta. La Lepre Marzolina (March Hare) è diventata Leprotto Bisestile (il riferimento al calendario nel cognome è molto più sottile e spiritoso in italiano) ; il Bruco diventa Brucaliffo, in omaggio al fatto che fuma il narghilè come se fosse un califfo. Nella scena del Brucaliffo, poi Alice tenta di ripetere a memoria la famosa poesiola inglese per bambini “The little busy bee”. Nella versione italiana, dato che la poesia da noi era sconosciuta, Roberto de Leonardis scelse di farle recitare La Vispa Teresa che subito il Brucaliffo storpia nella sua versione personale: “Il coccodrilletto”. Il topo che dorme nella teiera del Cappellaio Matto è poi chiamato in italiano TOPERCHIO, dato che, rintanandosi nella teiera e usandone il coperchio come cappello, ne diventa lui stesso il coperchio!
In Peter Pan (1953) è celeberrimo ed onomatopeico il nome italiano della fatina Tinker Bell, Trilli, chiamata invece nella traduzione del romanzo Tinni . Il cuoco di Capitan Uncino , Mr. Smee è poi chiamato Spugna in onore al fatto che è spesso attaccato alla bottiglia. Il capo indiano è poi Toro in Piedi , il cui nome è un’evidente presa in giro del famoso Toro Seduto. Esemplare il testo italiano delle canzoni, opera sempre di De Leonardis, che riesce a riprodurre, nella versione italiana, la cadenza “ritmica” con cui alcuni brani di dialogo sono recitati dai personaggi stessi e sfociano impercettibilmente nel ritornello delle canzoni eseguito dal coro.

In Lilli e il Vagabondo (1955) , la protagonista Lady si guadagna il nome italiano tutto originale di Lilli, mentre il Vagabondo, chiamato in originale semplicemente Tramp, acquista il nome proprio di Biagio. La cagnetta del canile Peg, chiamata in originale così dal nome della cantante che le presta la voce, Peggy Lee, viene chiamata in italiano Gilda , perché la doppiatrice italiana è Tina Lattanzi, voce ufficiale di Gilda/Rita Hayworth! Nella scena in cui Biagio porta Lilli a mangiare gli spaghetti al ristorante , nell’adattamento italiano è stata abilmente mascherata la caratteristica di dongiovanni del cane. Appena vede Lilli , Tony consiglia al Vagabondo di “settle down with this –a-one” (cioè “sistemati con questa qui”) chiara indicazione del fatto che ci sono state altre spaghettate prima di quella! Lilli se ne accorge e chiede “this-a –one”? Biagio le risponde dicendo che Tony non parla inglese molto bene..e glissa. Nella versione italiana, Tony dice “Sistemati cu sta picciotta!” e Lilli fa: “Picciotta?” Biagio : “Picciotta, si! Ragazza, non badarci! Tony parla con una sfumatura d’accento…” Per cui l’accenno alla disinvoltura con le femmine del cane passa in secondo piano rispetto a una domanda sul dialetto del tutto gratuita.
La Bella Addormentata Nel Bosco (1959) presenta forse il più perfetto doppiaggio mai realizzato per un film Disney con un cast strepitoso, in cui spicca la meravigliosa Tina Lattanzi come voce della strega Malefica. Curioso il fatto che la voce italiana della protagonista, la principessa Aurora, (Maria Pia di Meo) sia la stessa dell’attrice a cui si sono ispirati gli animatori e cioè Audrey Hepburn.

Nella Spada Nella Roccia (1963) , altro grande doppiaggio, la scelta delle voci italiane è perfetta e la resa è di gran lunga superiore a quella della versione originale. Spiccano Bruno Persa nel ruolo del mago Merlino, Lauro Gazzolo nella parte del Gufo Anacleto e la più grande doppiatrice italiana Lydia Simoneschi nel ruolo della Strega Madam Mim che da noi viene chiamata “Maga Magò” Nel dialogo rimane , come appellativo, un riferimento nascosto al nome originale. Quando Merlino la chiama “Madam” in inglese, in italiano gli fanno dire, con ulteriore effetto comico : “Madama!” .

Negli Aristogatti (1971) è rimasta leggendaria la trovata del dialogista Roberto de Leonardis di trasformare il gatto irlandese Thomas O’ Malley , la cui caratterizzazione, opera di Phil Harris, è nell’originale una semplice replica felina di Baloo del Libro della Giungla, nel gatto di origini romane “Romeo er mejo der colosseo” , doppiato dal bravissimo Renzo Montagnani, che contribuì con la sua caratterizzazione a fare degli “Aristogatti” la popolarissima pellicola che ancora oggi è in Italia.

Tra gli ultimi adattamenti da ricordare nella strepitosa carriera disneyana di Roberto de Leonardis, citiamo almeno la riedizione di Biancaneve realizzata nel 1972, con Melina Martello nel ruolo di protagonista, che presenta un adattamento dei dialoghi più fedele all’originale e quel capolavoro di umorismo che è Robin Hood (1974) , ancora una volta un doppiaggio italiano superiore all’originale, con magnifiche canzoni del gallo menestrello (in italiano chiamato Cantagallo) doppiate dal cantante-attore Gianni Marzocchi e una sopraffina interpretazione della sempreverde Lydia Simomeschi nel ruolo della gallina Lady Cocca.

 

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