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Pubblicato il 4 novembre 2018 | da Valerio Caprara

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Achille Tarallo

Achille Tarallo Valerio Caprara
soggetto e sceneggiatura
regia
interpretazioni
emozioni

Sommario: Autista pubblico napoletano e cantante (quasi) per hobby, Achille cerca di sfuggire all'invasivo e ossessivo "calore" della sua città, il suo quartiere e la sua famiglia cullando il sogno di ripercorrere la carriera dell'adorato Bongusto. In uno scombinato crescendo di equivoci, gag, esibizioni grottesche e implausibili relazioni, si materializzerà all'improvviso un'insperata possibilità d'evasione.

1.5


Altro che filone napoletano, con “Achille Tarallo” nasce il cinema targato Coroglio-Cavalleggeri-Fuorigrotta. Forse il più sconnesso e inclassificabile del mondo: difficile che anche chi ha scelto di andare a vedere il film possa immaginare ciò che gli aspetta. Capuano, artista mentalmente e fisicamente sempre all’aria aperta e-nonostante la sua filmografia venga classificata tra quelle d’impegno e di denuncia- iperdotato d’ironia e autoironia come nessun altro vesuviano, ha, infatti, il fegato di proporre una commedia musical-demenziale che non si conforma ad alcun canone napoletanesco, ma ne rumina a colpi di battute, gag, situazioni implausibili, svisate deliranti, siparietti sgangherati gli stereotipi di cui si vanta il totem del patriottismo qualsiasi anima incarni o divisa indossi. Il trio di protagonisti, inseparabile dal coro sconsiderato, anzi scapocchione che lo tallona da ogni angolo di ogni inquadratura è tarantolato dalla super-performance di Biagio Izzo che in tempi non sospetti e senza assumere il cipiglio dei cinefili ci era sembrato un attore formidabile condannato ai lavori forzati della comicità a scadenza istantanea. E’ lui l’autista d’autobus (magari i trasporti pubblici nostrani funzionassero come succede nella fiction) che, immerso notte e giorno nel murales animato di una metropoli allegra sino all’autolesionismo, invasata di se stessa e infestata dai guitti (cani compresi) naturali o professionali, cultrice di un folklore, soprattutto musicale, ormai simile a un reperto degli scavi di Pompei, sogna di diventare un crooner alla Bongusto e di trovare l’amore vero, finalmente svincolato da quello della consorte arpia e dell’amante “vrenzola” insaziabile. C’è da aggiungere qualcosa da un punto di vista distaccato? Missione impossibile perché “Achille Tarallo”, supportato da Tammaro e Celestini (nonché dalle musiche parlanti del complice Avitabile) in veste di angeli custodi del pantheon tamarro, trasuda tanta simpatia da inibire qualsiasi perlustrazione di trama, misura, stile, consequenzialità, messaggio (anche perché mai prese in considerazione dall’irrefrenabile e inimitabile burlador dietro la macchina da presa).

ACHILLE TARALLO

Grottesco, Italia 2018

Regia di Antonio Capuano. Con: Biagio Izzo, Tony Tammaro, Ascanio Celestini, Monica Assante di Tatisso

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