Recensioni

Pubblicato il 1 agosto 2019 | da Giuseppe Cozzolino

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 TOMB RAIDER

Un piacevole film d’azione interpretato da una Lara Croft più giovane e umana

A cura di Andrea Coco

Ma cosa faceva Lara Croft prima di trasformarsi nella celebre sexy archeologa, cacciatrice di preziosi quanto unici manufatti? La domanda è d’obbligo perché anche le eroine virtuali hanno avuto una infanzia e la sua non poteva non essere in linea con le caratteristiche del personaggio: una madre assente, un padre aristocratico scomparso in circostanze misteriose e una favolosa eredità che però lei non vuole ricevere, almeno fino a quando non sarà sicura della morte del genitore, Lord Richard Croft (Dominic West).

Nel frattempo la nostra Lara (Alicia Vikander) conduce una vita un po’ naif e un po’ bohème in una piccola comunità londinese. Per tirare a campare lavora come corriere in bicicletta e si distrae praticando la boxe femminile, con risultati però alterni: ne prende più di quante ne riesca a dare. Siamo agli inizi dopotutto.

Ma il destino è in un agguato e quando, al termine di una entusiasmante caccia alla volpe in bicicletta, viene arrestata dalla polizia, capisce quanto importante sia avere un cospicuo patrimonio familiare per pagare la multa ed evitare di finire in galera.

Lara non è ancora convinta di accettare l’importante eredità, almeno fino a quando la tutrice Ana Miller (Kristin Scott Thomas) non le consegna uno strano manufatto appartenuto a Lord Croft, che contiene un messaggio sibillino. La ragazza, incuriosita dall’oggetto decide di recarsi nell’avita tenuta di famiglia per capire che fine abbia fatto il padre. E da questo punto finisce la parte “sdolcinata” del film – si potrebbe dire quasi politicamente corretta – per iniziare la storia nel più puro stile Tomb Raider, quello che tutti i fan di Lara vorrebbero vedere: avventura e azione.

Nella cripta di famiglia scopre, infatti,una stanza segreta dove trova materiale, manufatti e una registrazione video del genitore, che le racconta di essere partito alla ricerca della tomba di Himiko, una regina giapponese del regno di Yamatai,  dotata, secondo la leggenda, di poteri malefici. La tomba della regina si troverebbe nell’isola di Yamatai, situata nel Mare del diavolo, una zona dell’Oceano Pacifico che, a titolo informativo, esiste davvero.

Il messaggio di Lord Croft si conclude con l’invito a non cercarla – se ha trovato la stanza vuol dire che lui è morto – e le chiede, per il bene dell’umanità,di provvedere a distruggere ogni cosa. Ma la ragazza non può rinunciare a cercare il genitore, che figlia sarebbe, ed entrando in quel locale è scattata dentro di lei una molla: è nata la Lara Croft che tutti conosciamo.

Parte, quindi, alla volta di Hong Kong, per incontrare la persona che anni prima aveva portato Lord Croft sull’isola, ma al suo posto trova il figlio, Lu Ren (Daniel Wu), il quale le racconta come anche suo padre sia scomparso dopo aver messo piede su Yamatai. Le insistenze di Lara, la ricompensa promessa dalla ragazza e il desiderio di sapere che fine abbia fatto il genitore, spingono Lu Ren a partire alla volta dell’isola.

Giunti vicini alla meta, una tempesta (non siamo nel mare del Diavolo dopotutto?) fa naufragare l’imbarcazione e i due vengono catturati da Mathias Vogel (Walton Goggins),il responsabile di una spedizione archeologica che vuole trovare la tomba di Himiko.

Mathias rivela a Lara che è stato lui ad uccidere suo padre e che l’organizzazione di cui fa parte, Trinity, vuole utilizzare i poteri della regina per scopi criminali, un obiettivo finalmente a portata di mano, grazie ai documenti trovati nello zaino della ragazza. Nel frattempo lei e Lu Ren lavoreranno come schiavi per aiutarli a portare alla luce l’ingresso della tomba.

Ma Lara non ha alcuna intenzione di collaborare a un simile progetto e decide di fuggire per inseguire una figura che ha intravisto nella giungla, in realtà suo padre il quale si era finto morto per restare sull’isola e impedire all’organizzazione di trovare i resti mortali della malefica regina.

Enigmi da risolvere, trappole da evitare, ostacoli da superare, combattimenti e situazioni spettacolari, il film Tomb Raider è una fedele e riuscita elaborazione filmica all’omonimo videogioco perla struttura narrativa e le situazioni che si presentano nel corso della storia. Rispetto al videogioco, però, ci troviamo di fronte più a un film d’azione più che a un fantasy. Non ci sono mostri o creature fantastiche, la storia è molto più terrena ma questo contribuisce a renderla più credibile e al tempo stesso apprezzabile anche daquanti non sono interessati al celebre gioco. Alicia Vikander si rivela essere all’altezza del personaggio, sia sotto l’aspetto fisico, una ragazza dalcorpo atletico e spigoloso, sia sotto l’aspetto umano, sensibile e capace di provare emozioni profonde. Anche la sua inesperienza,che, in alcune circostanze, la porta a commettere degli errori, contribuisce a renderla più umana agli occhi del pubblico.

Ben realizzate le scene d’azione, girate in locationinteressanti, a volte ricostruite in luogo molto distanti da quelli realmente esistenti, come viene spiegato in “Tomb Raider uncovered”. Nei contenuti speciali viene raccontata la genesi del film, le difficoltà affrontate e anche le soddisfazioni provate da parte del cast e del team nel realizzare un’opera destinata a far conoscere alle nuove generazioni il personaggio di Lara Croft. Notevoli le location scelte per girare il lungometraggio, a partire dal porto di Hong Kong, ricostruito, invece, a Città del Capo in Sudafrica. Sempre nel paese africano sono state girate tutte le scene situate nell’esotica isola di Yamatai (questa sì che non esiste), nonché sono statiutilizzati gli studios per realizzare alcuni set, per esempio quello del bombardiere e del naufragio della nave, una vera imbarcazione portata in un capannone e bombardata da autentici getti d’acqua, con grande gioia dei due attori. Invece le riprese in esterno realizzate in Gran Bretagna riguardano località realmente esistenti, compresa la sede della comunità, che si chiama Nomadic Community Garden, in realtà un giardino/orto urbano.

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