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Pubblicato il 18 luglio 2019 | da Giuseppe Cozzolino

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I CRIMINALI DELLA GALASSIA

Per celebrare i cinquanta anni trascorsi dallo sbarco sulla Luna, il primo film della saga Gamma 1, un classico della fantascienza italiana degli anni 60.

 A cura di Andrea Coco

Siamo nel futuro, il pianeta Terra vive da tempo in pace quando sulla base spaziale Gamma 1 arriva il professor Nurmi (Massimo Serato), un celebre scienziato che vuole utilizzare la struttura per compiere degli strani esperimenti: trapianti e miniaturizzazione di organi umani. Tuttavia una simile attività non è ben vista dal comandante della base, Mike Halstead (Tony Russell/Anthony Russo), che non ne condivide le finalità: creare esseri umani perfetti. Una divergenza di opinioni destinata comunque ad allargarsi perché Nurmi corteggia la ragazza del comandante, Connie Gomez (Jane Fate/Lisa Gastoni). Ma a catturare l’attenzione di Mike è la scomparsa misteriosa di un numero impressionantedi persone, molte delle quali ricoprono incarichi governativi. Mike Halstead viene, quindi, incaricato di condurre le indagini, che in un primo tempo sembrano non approdare a nulla finché i misteriosi rapitori commettono un errore ed è possibile catturarne uno. Dall’esame del corpo, un umanoide con quattro braccia, Halstead inizia a sospettare che dietro a tutto ci sia Nurmi. I superiori tuttavia non gli credono e la sua denuncia ottiene il risultato di farlo escludere dalle indagini e subire delle sanzioni disciplinari. Mike, tuttavia, non vuole farsi da parte e con un gruppo di fedeli commilitoni parte alla volta di Delphos, dove Nurmi ha i suoi laboratori e dove si dovrebbe trovare Jane Fate, invitata dall’ambiguo scienziato a visitare il pianetino. Giunti su Delphos, Mike e suoi uomini riescono ad entrare nella base di Nurmi, dove scoprono che le persone scomparse sono nelle mani del folle scienziato e che questi si sta per compiere un abominevole esperimento su Connie. Solo il loro intervento riuscirà a impedire a Nurmi di attuare il suo piano e, utilizzando le sue mostruose invenzioni, a dominare la Terra. Ma il lieto fino non giungerà prima che i nostri eroi abbiano affrontato e vinto una spettacolare battaglia dal finale catartico, al quale non potrà non seguire l’immancabile chiusura romantica.

Diretto e prodotto da Antonio Margheriti con lo pseudonimo di Anthony M. Dawson, “I criminali della galassia” (in inglese Wild, Wild Planet) è il primo episodio della tetralogia Gamma 1, dal nome della stazione spaziale usata come ambientazione, una serie di quattro film a basso costo rivolta al mercato a stelle e strisce, con l’obiettivo di creare un nuovo genere “made in italy”, dopo il western, più contenuto nel budget rispetto ai lungometraggi americani.

Il film fu realizzato dalla Mercury Film International per conto della Metro Goldwyn Mayer con pseudonimi anglosassoni per regista ed interpreti, in modo da “convincere” il pubblico statunitense di trovarsi di fronte ad una produzione Made in USA. La pellicola è tuttavia anche un classico film di fantascienza italiana Anni 60 con molti topos dell’epoca, comuni anche ad altri paesi: uno scienziato pazzo, donne bellissime quanto spietate, umanoidi poco intelligenti ma possenti, eroici comandanti che lottano contro ottusi burocrati. Anche l’ambientazione rispecchia l’idea di futuro che si aveva all’epoca. Razzi, astronavi, città verticali o dalle forme inconsuete, oggetti di uso comune mischiati a strumenti avveniristici, mai realizzati. Non mancano ovviamente scene d’azione e combattimenti, anche molto “fisici”, tra cui uno tra uomini e donne, particolarmente spettacolare.

Un discorso a sé stante è quello delle location, tutte romane. La scena del fallito rapimento del professor Anton Frydè è stata realizzata nel quartiere più fantascientifico che potesse esserci in una Roma degli anni sessanta, l’Eur, sulla passeggiata del Giappone tra il laghetto e la piscina delle Rose. Sempre nel medesimo quartiere, in Largo dell’Artide 18, dovrebbe esser stata realizzata quella del rapimento di un bambino, evitato all’ultimo momento dall’intervento della madre. Invece la scena conclusiva del film, dove il comandante Mike Halstead si riposa dopo aver sconfitto Nurmiè l’ex Hotel Americana di Roma, situato in via Corrado Barbagallo 20, attualmente gestito da un ordine religioso. La scena della grande ondata di acqua e sangue ha, probabilmente, ispirato Stanley Kubrik per la celebre scena dell’ascensore che si vede in “Shining”; i due registi si conoscevano e poco c’è mancato che Antonio Margheriti collaborasse alla realizzazione di “2001 odissea nello spazio”.

La stessa critica nostrana che inizialmente lo aveva snobbato, si è nel tempo ricreduta, riconoscendo al regista originalità creativa e apprezzando le citazioni presenti nel lungometraggio, come l’idea della miniaturizzazione degli esseri umani, ispirata all’opera “Dr. Cyclops”, un film del 1940 diretto da Ernest B. Schoedsack – già regista di “King Kong” – o la scena con la sala degli specchi presa dalla “Signora di Shanghai” di Orson Welles. Insomma, se l’effetto generale è kitsch, con i diorami e i modellini, fin troppo riconoscibili come tali, con il passare del tempo questo apparente limite è diventato un punto di forza, fino a far diventare questa opera simbolo di un’epoca e di una concezione della fantascienza.

I CRIMINALI DELLA GALASSIA (WILD WILD PLANET)

Regia: Antonio Margheriti

Con Anthony Russo, Lisa Gastoni, Massimo Serato.

Fantascienza, horror, 1965, Italia, Mustang

Durata: 88 minuti

Distribuzione: Cecchi Gori Entertainment

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