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Pubblicato il 7 febbraio 2019 | da Giuseppe Cozzolino

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REVENGE

Nell’opera prima della regista Coralie Fargeat l’inquietante trasformazione di una innocente lolita in una feroce assassina

(A cura di Andrea Coco)

Richard(Kevin Janssens) è un uomo fortunato. È bello, ricco, ha moglie e figli e, per di più, una giovane, giovanissima amante: Jennifer (Matilda Anna Ingrid Lutz). O tale lei vuole apparire, calandosi nella parte della lolita, tanto per sembrare ancora più eccitante (come se già non bastasse) e trasgressiva ai suoi occhi.

Purtroppo per Jennifer nella villa-alcova situata nel deserto arrivano Stanley (Vincent Colombe) e Dimitri (Guillaume Bouchède), due amici che Richard ha invitato per l’annuale battuta di caccia. Peccato che Stanley e Dimitri si siano presentati all’appuntamento con un giorno di anticipo, scoprendo senza volere la relazione che Richard avrebbe voluto mantenere nascosta agli occhi di tutti.

La mattina seguente Stanley, approfittando dell’assenza dell’amico, propone a Jennifer di fare del sesso con lui, affermando che lei, la sera precedente, l’aveva provocato, ma, irritato dai dinieghi della ragazza, decide di violentarla. Le urla della giovane richiamano l’attenzione di Dimitri, che tuttaviadecide di non fare nulla per impedire lo stupro.

Quando Richard, tornato nella villa, viene a sapere dell’accaduto cerca di comprare il silenzio di Jennifer, ma lei, offesa da una simile proposta, minaccia di dire tutto alla moglie. La situazione precipita, Jennifer scappa dalla villa, inseguita dai tre uomini e, alla fine di una concitata discussione, Richard la spinge con un tranello in un burrone, facendola precipitare sopra un albero rinsecchito.I tre, convinti che la ragazza sia morta trafitta da un ramo, decidono di prepararsi per la loro battuta di caccia. Ma Jennifer non è affatto morta e ha tutta la voglia di fargliela pagare. Perché sangue chiama sangue.

“Revenge” è un film thriller/horror, il primo lungometraggio della regista Coralie Fargeat, interessante opera d’esordio che appartiene al sottogenere ‘rape and revenge’, declinato tutto al femminile.

Come opera d’esordio, il lungometraggio risente di qualche incongruenza narrativa, ma ciò che affascina sono i campi lunghi in un deserto americano (in realtà il film è stato girato in Marocco), l’uso del colore percomunicare stati d’animo (ad esempio le scene con i vetri della villa) e soprattutto la scelta di certe inquadrature/atteggiamenti per costruire raccordi tra immagini, persone, situazioni apparentemente slegate fra loro.

La regista, infine, non esita a ricorrere a un linguaggio che utilizza alcuni oggetti (il peyote, la mela, l’albero, le fiamme) e animali (formiche, uccelli) per veicolare altri significati, arricchendo così il film di altri messaggi e valori che vanno oltre quelli legati al genere dell’opera stessa.

Se Dimitri rimane il personaggio più inespressivo dei tre, tipico esempio della stupidità maschile, convinto di essere un furbo, e da stupido finisce per morire, gli altri due compiono una qualche forma di evoluzione. Stanley vede affiorare dalla sua brutalità un incompiuto rimorso/timore, non per il gesto compiuto, ma per la determinazione omicida dell’amico Richard. Questi, infatti, si rivela essere il più freddo e spietato dei tre. Vuole uccidere la sua ex amante, nonostante abbia provato dei flebili sentimenti nei confronti della ragazza, non capisce i motivi di un tale odio e si meraviglia del rifiuto della ragazza ad accettare certe forzature. Una domanda destinata a non avere (semmai ce ne fosse) una risposta.

Risposte, invece, ne dà Matilda Lutz nella lunga intervista “Non violentate Jennifer”, uno dei contenuti speciali del DVD, assieme alla Galleria fotografica “making of”, alla Galleria fotografica del backstage e a un filmato sugli effetti speciali del make-up, a cominciare dalla decisione della regista di convocarla dopo il rifiuto di un’altra attrice d’interpretare un ruolo così drammatico.

Un ruolo, quello di Jennifer, non facile perché Matilda ha dovuto interpretare due personaggi diversi: la giovane e incosciente lolita che muore trafitta da un albero e una donna, “che risorge come una fenice” a seguito di un evento mortale, un’altra persona determinata ad ottenere la sua vendetta. Ed è proprio questo passaggio che, forse, meritava di essere chiarito meglio, in modo da far capire meglio come potesse una creatura fragile a trasformarsi in una formidabile assassina. Al costo di far diventare il lungometraggio un’opera prevalentemente horror.

Inoltre questo il film si distanzia dalle altre opere del genere poiché la protagonista non muore vittima di uomini brutali, ma sopravvive alle loro violenze e punisce atrocemente i suoi aguzzini.

E di sangue ne scorre così tanto, come viene raccontato dalla protagonista nel booklet allegato al DVD, che i tecnici degli effetti speciali non sapevano quanto ne sarebbe servito per l’intero film. A titolo informativo per la scena finale ambientata nella casa, un lungo inseguimento-combattimento girato in piano sequenza, sono stati utilizzati quaranta litri di sangue.

 

Titolo originale: REVENGE

Regia: CoralieFargeat

Cast: Matilda Anna Ingrid Lutz, Kevin Janssens, Vincent Colombe, Guillaume Bouchède

Prodotto da MES Productions, Monkey Pack Films, Charades, Nexus Factory, Umedia e Dvd distribuito in Italia da Midnight Factory (etichetta di genere di Koch Media)

Genere: Thriller, Horror

Anno: 2017

Paese: Francia, Belgio

Durata: 104’

 

 

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