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Pubblicato il 25 luglio 2018 | da Giuseppe Cozzolino

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IL FILO NASCOSTO

Una storia originale e superbamente allestita

(A cura di Andrea Coco)

Londra anni cinquanta. Nella metropoli, capitale (ancora non per molto) di un vasto impero, Reynolds Woodcock (Daniel Day-Lewis) assieme alla sorella Cyril (Lesley Manville) dirige la House of Woodcock, una delle più conosciute e apprezzate case della moda britannica del dopoguerra, simbolo di stile ed eleganza.
Regine, star del cinema, ereditiere, aristocratiche, debuttanti e dame si rivolgono a Reynold Woodcock per ottenere un vestito adatto a loro, tuttavia nessuna di loro riesce a fare breccia nel suo cuore. Per lui sono soltanto delle clienti, perché Reynold considera l’amore un ostacolo alla realizzazione professionale, al limite accetta la presenza di una fidanzata “temporanea”, giusto il tempo necessario per essere una fonte di ispirazione artistica, esaurita la quale la fidanzata può anche lasciare la casa. Un fase ciclica che s’interrompe all’improvviso quando in un locale incontra una cameriera di nome Alma Elson (Vicky Krieps).
Tra i due sboccia l’amore e la lussuosa, accurata vita costruita su misura delle esigenze, un po’ narcisistiche, dello stilista, un uomo schizzinoso, abitudinario che ama avere il controllo di ogni cosa, viene rivoluzionata dalla presenza della giovane donna, sua musa e amante. Perché Alma non è come le altre donne che l’hanno preceduta. Lei ha carattere.

La storia si sviluppa attorno alla coppia, Woodcock-Elson, con l’appoggio esterno stabilizzatore di Cyril, e sul contrasto caratteriale che si viene a creare tra loro due. Lui è troppo egocentrico, lei non accetta le regole troppo rigide della casa (e che ci sia gente tra loro). Una coppia apparentemente male assortita, troppo diversa per gusti, che un lento crescendo lascerebbe immaginare concludersi in un epilogo drammatico. E, invece, il finale sarà ben diverso da quello che ci si aspetterebbe, perché tra i due corre un filo nascosto che li lega insieme per sempre, permettendo di superare i reciprochi contrasti e differenze di carattere e abitudini.

“Il filo nascosto” è un film di quelli che non capita di vedere spesso, affine a certe produzioni degli anni 60/70, che cattura gradualmente lo spettatore. Il ritmo narrativo è infatti lento, sontuoso e l’introspezione prevale sull’azione. E’ senza dubbio spettacolare, con un gusto particolare per le inquadrature costruite, in particolar modo le scale, oppure per la ricercatezza per i vestiti e gli oggetti, come viene raccontato nel documentario “Prove di scena” dove Paul Thomas Anderson, regista e sceneggiatore, spiega i criteri con cui ha scelto le inquadrature, i vestiti e gli oggetti di arredamento.
Definire splendidi i vestiti in realtà è riduttivo. A loro, infatti, si deve il premio Oscar per i migliori costumi e la loro bellezza, tipicamente anni cinquanta, si può ammirare a tutto tondo in un altro contenuto speciale allegato nel DVD/Blu Ray, una finta sfilata di moda nella House of Woodcock commentata da Adam Buxton, comico, scrittore e attore inglese.
Alla musica, invece, il compito di completare i dialoghi e l’atmosfera del film, diventando così parte integrante della storia e nel documentario “Dietro le quinte” si possono apprezzare le versioni della demo dalla colonna sonora di Johnny Greenwood, che accompagnano le fotografie di Michael Bauman, come la collezione delle scene tagliate “For the hungry boy”.
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IL FILO NASCOSTO (Phantom Thread)
Regia: Paul Thomas Anderson
Genere: drammatico
USA, 2017
Durata: 2 ore e 10 minuti
Disponibile in DVD, BLU-RAY
Distribuito in Italia da Universal Pictures

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