Recensioni

Pubblicato il 27 novembre 2017 | da Giuseppe Cozzolino

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SPECIALE HOMEVIDEO: “La Farfalla sul Mirino”

LA FARFALLA SUL MIRINO

A cura di Andrea Coco

Un formidabile mix di mafia, cultura pop e surrealismo nel Giappone degli anni Sessanta

Ben retribuita ma un pochino noiosa la vita professionale di Goro Hanada (Joe Shishido), il killer numero tre della yakuza, la mafia giapponese. Riceve un incarico e lo esegue alla perfezione, superando ostacoli e imprevisti che metterebbero in difficoltà gli altri professionisti del crimine.

E come ogni travet a casa lo attende una moglie, Mami Hanada (Mariko Ogawa), che per riempirsi le giornate non esita a spendere i soldi che lui guadagna con il sudore della sua fronte. Lei dopotutto soffre per le sue continue assenze ed è infastidita dalla passione ossessiva che il marito ha per l’odore del riso “la cosa più lo soddisfa al mondo”, un interesse ai limiti del feticismo.

Insomma tutto filerebbe liscio o quasi, se non fosse che Goro Hanada viene contattato da Misako (Annu Mari), una donna misteriosa e ossessionata dalla morte, per un lavoro particolarmente difficile: uccidere uno straniero in un periodo assai ridotto, qualche secondo appena.

Hanada è perplesso e non solo perché si tratta di una missione davvero difficile, ma soprattutto perché Misako sembra una malata di mente, vive in una casa decorata da farfalle, tanto da spingerlo ad affermare che “Questo posto fa orrore, sei un mostro”.

Questa volta, però, la missione fallisce perché una farfalla si posa sul mirino del suo fucile nel momento in cui sta per premere il grilletto, sbaglia il bersaglio e la sua vita va in frantumi: il cacciatore è diventato ora una preda. Hanada ha mancato il suo obiettivo, ha perso il suo onore e il livello gerarchico, non è più il Killer numero tre; inoltre deve espiare questo insuccesso affrontando cinque killer di cui uno è il famoso numero uno, il Fantasma (Kôji Nanbara), di cui nessuno conosce il volto.

Ed è proprio nella seconda parte della storia, dai ritmi narrativi più veloci, ovvero quando il cacciatore diventa cacciato, che il talento di Suzuki si manifesta in tutta la sua grandezza di regista innovatore quanto incompreso.

In un combattimento tanto surreale quanto spettacolare Goro riesce a ucciderne quattro, ma viene battuto dal Fantasma che lo sfida a un singolare duello a distanza. Rifugiatosi nell’appartamento di Misako, dovrà scoprire in quale palazzo è nascosto il suo avversario, che lo controlla e lo tempesta di telefonate.

A partire da questo duello a distanza il film diventa onirico, destrutturato, surreale, come la città e i palazzi utilizzati per la parte finale storia, ridotti alle loro linee essenziali, righe verticali bianche e nere, un sacrario che prelude a un tragico epilogo.

“La farfalla sul mirino” è l’opera più celebre del regista giapponese Seijun Suzuki eppure quando appare al cinema nel 1967 non viene apprezzata né dalla critica né dal pubblico. L’insuccesso spinge la casa di produzione Nikkatsu a licenziare il regista, colpevole di un simile fallimento, il quale soltanto nel 1977 torna a girare dei film, dopo un’estenuante causa con la casa di produzione.

Eppure proprio le tormentate vicende dell’opera, oltre a una rilettura più attenta dell’opera, decretano il successo del film, diventato nel tempo un’opera di culto e fonte d’ispirazione per altri registi come Quentin Tarantino.

A cominciare dalla scelta dell’utilizzo della pellicola a bianco e nero e dal tipo d’inquadrature, che introducono la scena dove si svolgerà l’azione, all’inizio spesso deserta, e l’uso non convenzionale della luce.

Non sono queste le uniche particolarità dell’opera. Nell’intervista video contenuta nel DVD, Suzuki racconta di aver scritto la sceneggiatura insieme a sei assistenti e all’attore Atsushi Yamatoya, il killer numero quattro, di aver girato il film in soli venticinque giorni e di averlo montato in appena ventiquattrore. Senza considerare l’abitudine di non servirsi degli storyboard, ma di utilizzare le idee che gli erano venute in mente poco prima di iniziare le riprese. Racconta anche delle sue difficoltà incontrate con la censura, perché nel film sono presenti scene di nudo integrale, coperte in un modo impietoso fino a renderle quasi incomprensibili. Insomma un regista complesso come spiega lo stesso Jo Shishido nell’intervista (in formato PDF) contenuta nel DVD dove parla della sua carriera di attore, della Nikkatsu e del mondo del cinema nipponico.

Inoltre, in occasione del 50° anniversario dall’uscita del film la CG Entertainment ha realizzato un’edizione speciale e limitata dell’opera, grazie al progetto di crowdfunding Start UP, contenente il DVD, il Blu-Ray della versione restaurata della “Farfalla sul mirino” e il libro di Tom Vick “Oltre lo spazio e il tempo. I film di Seijun Suzuki” (Time and Place are Nonsense, The Films of Seijun Suzuki, Smithsonian Institution, 2015), una panoramica esaustiva e avvincente dell’opera omnia del regista, tradotto ed editato per quest’occasione dalla stessa CG. Un tributo a un grande regista scomparso proprio nel 2017.

LA FARFALLA SUL MIRINO 

Titolo originale: Koroshi no rakuin 

Regia: Seijun Suzuki

Con: Joe Shishido, Mariko Ogawa, Annu Mari, Kogi Nanbara 

Thriller, Noir, Giappone 1967, CG Entertainment, Privo di visto censura – adatto a un pubblico adulto

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